4 ruote scassate

Pur avendo reciso i ponti culturali con l’Italia – nel senso che non leggo più i quotidiani online italiani – ogni tanto mi arrivano su Facebook notifiche sulle novità civiche dei miei luoghi italici del passato: nuove rotonde, nuovi permessi, nuovi divieti di circolazione, nuove sanzioni per qualche nuova infrazione… e faccio fatica a starci dietro. A me piace guidare e non ho problemi a guidare per ore e ore, ma la mia vera ansia deriva da quanto possa essere costoso in caso di infrazione.

Quando torno in Italia, se posso, evito di girare in auto perché ci sono troppe regole. Mio padre abita in un centro storico e quando vado a trovarlo devo parcheggiare a un chilometro di distanza perché io non ho il permesso. Niente problema, mi dice lui: prendi la mia auto per fare i giri quando sei qui.

Peccato che poi segua una lista di regole complicatissime sui quadranti e relative lettere e colori, punti di accesso e punti di uscita, posizioni delle telecamere, avvertimenti su dove non fare neanche una retromarcia altrimenti vieni fotografato, le ore di chiusura di certe strade perché c’è il mercato o l’uscita da qualche scuola, le ore in cui invece nel secondo anello possono parcheggiare tutti, i giorni in cui invece alcune limitazioni non si applicano, unito al fatto che in alcune stradine è impossibile passare agilmente se c’è anche solo una bici appoggiata al muro e che poi nel tal vicolo è difficile svoltare perché è una questione di centimetri.

No, grazie. Non voglio che una curva fatta male o una svolta a sinistra anziché a destra mi costi quanto un terzo del biglietto aereo.

Il mio peggior incubo

In Argentina abbiamo quattro ruote scassate. Credo che la nostra auto non abbia neanche l’airbag. Ci sono ritocchi di vernice fatti a pennello sulla carrozzeria dove si stava arrugginendo, però ha la chiusura centralizzata (che però non funziona dalla parte del passeggero) e l’aria condizionata (che funziona solo nella posizione massima).

Ha la marmitta rumorosa e mio marito l’ha portata dal meccanico per farla riparare. Cinquemila pesos dopo e due terzi di marmitta cambiata, fa più casino di prima. Seconda capatina dal meccanico e lui stringe due viti. Fa ancora casino. Terza capatina dal meccanico e lui dice “oh, ma qui si fa così“.

Sarà, ma ora quando guido sul ciottolato sembra di avere le lattine attaccate col filo. Ci manca solo il cartello Just Married!


Una cosa curiosa dell’Argentina è che il codice stradale non è nazionale come da noi. Certo, per la maggior parte è uguale ovunque, però ci sono delle differenze, per esempio, tra i vari partidos (entità amministrative) e la Capital, come sui limiti di velocità o su dove si può parcheggiare.

Un altro ricordo peculiare dei miei studi per l’esame della patente è che insegnano anche a fare le frecce con le braccia. Quando lessi quelle righe pensai che si fossero dimenticati di togliere un vecchio paragrafo, invece poi mi è tornato utilissimo.

Bisogna cominciare spiegando che la teoria della scuola guida è ben diversa dalla pratica quotidiana della guida.

Troppo belli per la freccia

In Argentina la freccia semplice non la usa nessuno, anche se servirebbe per svoltare; piuttosto, si usano le 4 frecce e con la stessa nonchalance con cui i driver indiani usano il clacson: sempre.

In Argentina le 4 frecce sono un po’ come il pane: vanno bene per tutto. Devi fare manovra per parcheggiare? 4 frecce. Guidi lento perché stai cercando parcheggio? 4 frecce. L’auto è in avaria e sei fermo in mezzo all’autostrada? 4 frecce. Ti sei fermato un attimo ad aspettare qualcuno o per far scendere un passeggero? 4 frecce. Devi svoltare a destra o sinistra? 4 frecce. E molti si dimenticano di spegnerle, per cui ci sono auto con le 4 frecce che girano tranquille.

Ovviamente le 4 frecce sono sempre in buon ritardo sull’inizio delle manovre o sul momento in cui si ferma il veicolo, causando improperi da parte di tutti quelli dietro che si trovano improvvisamente incolonnati dietro a una macchina FERMA.

L’avversione degli Argentini per la normale, banalissima freccia è tale che piuttosto usano le braccia. Probabilmente nessuno fa caso alle frecce, per questo o se ne usano 4 alla volta o si usano le braccia.

È bene quindi viaggiare con il finestrino abbassato, pronti a sporgere l’arto sinistro. Ecco una piccola guida:

Braccio proteso a 90° rispetto alla portiera: ‘spetta che giro a sinistra.
Braccio in alto e palmo aperto: scusa / pazienta
Braccio in alto con dito che punta destra: va’ che giro a destra
Braccio floscio lungo la portiera: pronto a segnalare appena partiamo

Non bere mate

Il manuale di teoria dell’esame di guida ci ricorda anche i pericoli del bere mate quando si è alla guida:

Dato che il mate è onnipresente in tutte le attività più noiose della vita dell’homo argentus, è più importante della cintura in caso di lunghi viaggi in compagnia, tant’è che su alcuni bus di lunga distanza i due conducenti lo compartono (condividono) con tutti i passeggeri.

Nelle pagine su Facebook per realizzare viaggi condivisi, chi cerca un viaggio gratis, scrive “comparto mate y buena onda“.

Tutti artisti

Un’altra peculiarità della guida in Argentina è che alle rotonde la gente ignora completamente la segnaletica che dà la precedenza a chi sta già circolando nella rotonda. In Argentina, il traffico in arrivo si infila come una scheggia nella rotonda e chi sta percorrendo la rotonda si ferma. È una regola non scritta (anche perché sull’asfalto è “scritto” esattamente l’opposto) molto pericolosa, anche perché noi stranieri saremo istintivamente tentati a fermarci prima della rotonda, mentre gli argentini sulle auto che ci seguono non si aspettano la nostra frenata e rischiano di prenderci in pieno.

La situazione che ne risulta sarà imbarazzante: nella rotonda, le auto argentine aspettano che voi passiate ma voi, stranieri, sarete fermi dietro alle bandierina che indicano “dare la precedenza” come vi hanno martellato a scuola guida, osservando il cartello che dice inequivocabilmente “Ceda el paso“. Loro non vi capiranno e rimarranno saldamente in posizione, mentre da dietro vi suoneranno il clacson e vi grideranno di tutto.

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5 pensieri su “4 ruote scassate

    1. È un’auto che abbiamo ereditato. Forse il conducente ha l’airbag. Ti dico solo che quando hanno fatto questa macchina c’era Berlusconi neo primo ministro 😅

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