Ho già visto questo film

Il 23 febbraio scrivevo un post sul mio estemporaneo riparo dal Coronavirus e di come aveva placato la mia irrequietudine di stare in Argentina.

23 febbraio 2020

Una vacanza e un mese dopo, questa è la situazione (link).

24 marzo 2020

Dopo il primo caso registrato in Argentina (3 marzo), quello di un giovane manager italiano arrivato dal Bel Paese, nessuno ancora prestava attenzione al virus. Si dava la colpa ai cinesi, si sminuiva il covid-19 come una brutta influenza e tutte quelle prime scettiche considerazioni che credo abbiamo fatto tutti.

Sono poi seguiti casi di argentini morti poco dopo essere rientrati dalla Francia e dalla Spagna. Con il precipitare della situazione in Italia, gli italiani sono diventati gli untori del mondo, prendendo il posto dei cinesi.

Dal canto mio, quando ho cominciato a disdire appuntamenti, mi sono beccata risposte risentite dal massaggiatore, che mi ha detto che mi avrebbe onorato il pacchetto di 4 sessioni solo per 15 giorni: tieniti pure i soldi che io mi tengo la pelle, boludo!

Scetticismo del mio chiropratico americano quando gli ho chiesto niente baci e abbracci e strette di mano (no kissing, no touching, please), il quale è stato preso alla sprovvista, ha alzato il sopracciglio e mi ha detto “I don’t believe thatit’s in the people’s mind“. Certo, un’isteria collettiva mentre le terapie intensive del nord Italia erano al collasso. È noto che in Italia intubiamo per sport: sarà che abbiamo visto troppi Dr. House e Grey’s Anatomy e E.R. e ci abbiamo preso gusto! Credo abbia letto sulla mia faccia cosa ho pensato perché poi ci ha trattato velocemente e con modi abbastanza bruschi rispetto al solito. Qualcosa si è rotto.

Commiserazione dagli amici stranieri che mi hanno detto che ero paranoica e viziata dalle notizie italiane e che in Italia è andata così male perché siamo vecchi e fumatori. Sconcerto dai familiari per avere detto di no all’ultimo asado in famiglia prima della quarantena.

Grazie degli inviti, ma sono dall’idea che il momento migliore per iniziare la prevenzione era ieri.

L’appello di un gruppo di italiani presi di mira in Patagonia sulla pagina del Consolato

A quel punto, dopo i primi casi importati, l’unica misura che è stata presa era una mera dichiarazione in cui ci si impegnava a restare in quarantena per 14 giorni al rientrare dall’estero, indipendentemente dal fatto che si esibissero o meno dei sintomi.

Ovviamente se ne sono altamente sbattuti tutti.

Un tipo era stato fermato dal portiere del suo edificio mentre cercava di abbandonare il condominio, violando la quarantena. Non solo ha minacciato di morte il portiere, lo ha pure preso a pugni e gli ha sputato in faccia. Arrestato dalla polizia, è stato sottoposto a tampone ed è risultato positivo. Segnatevi il nome: Miguel Ángel Paz, preparatore atletico, 40 anni.

Così pure una pediatra, un tipo che è andato a un asado ed è quasi stato linciato dagli amici quando si è vantato di avere evaso la quarantena di ritorno dalla Spagna, un manager tornato dalla Spagna e andato in ufficio come se niente. Ci sono anche quelli che, tornati a Ezeiza dalla Spagna con i sintomi, hanno deciso di prendersi un pullman per andare a casa come se niente fosse, riuscendo a creare il primo focolaio a Mar del Plata. O quelli che di rientro dal Brasile in pullman hanno deciso di cambiare il cartello del pullman in modo che sembrasse che tornassero da un viaggio nazionale e non dovessero farsi la quarantena.

O quello che viene arrestato (ed evidentemente rilasciato) più volte per violare la quarantena, o quello che ha preso il traghetto da Montevideo a Buenos Aires pur sapendo di essere positivo e lo ha pure annunciato verso la fine del viaggio (l’importante era che lui tornasse a casa: gli altri 100 passeggeri che si fottano) e che ora rischia di pagare 700 mila dollari di multa. Leggete l’articolo, ci sono nome e cognome di questo str…

O il tipo che, tornato da un viaggio all’estero, anziché rimanersene a casa ha deciso di andare a trovare una sua ex in un paesello lontano. Probabilmente si annoiava e le ha mandato degli SMS, da lì l’incontro segreto (lei ha un altro oramai), un bacio fugato… e due paesi interi in quarantena.

Mettiamoci pure quello che, tornato dagli Stati Uniti, anziché tapparsi in casa va a una festa dei 15 anni (importantissima nei paesi latini) dove ci soni 100 invitati. Qualcuno fa la spia e avvisa le autorità che questo tipo avrebbe dovuto stare in quarantena: lo sottopongono a test e lo scoprono positivo. Doh!

Hanno già arrestato oltre mille persone per fatti simili e pensate quanti l’hanno fatta franca!


Al primo sentore di imminente pericolo, gli argentini hanno reagito come tutti: una vacanza forzata, approfittiamo per andare in Patagonia o sulla Costa Atlantica. Complice la fine dell’estate, un ponte (23-24 marzo) e il bel tempo si sono riversati su autostrade, spiagge e aeroporti. Chilometri di code e aeroporti presi d’assalto.

Chi non poteva partire organizzava feste e asado “per salutarsi prima della quarantena” e per parlare delle precauzioni da adottare, scambiandosi whatsapp del tipo “come preparare il sistema immunitario al coronavirus con le tisane” o ricette di alcol per le mani fatte in casa.

Insomma, tutto il contrario di quello che si sarebbe dovuto fare.

Tío Alberto ha quindi imposto la chiusura degli stabilimenti balneari, degli alberghi e, a seguire, dei ristoranti e dei bar, che ora possono funzionare solo il modalità con consegna a domicilio.

Da venerdì 20 marzo e (per ora) fino al 31 marzo siamo anche noi costretti a casa e militarizzati per strada, ma il Presidente ha detto che non gli tremerà il polso se sarà necessario prorogare la quarantena. Ha dichiarato la quarantena totale appena 5 ore prima che entrasse in vigore.


Al 24 marzo abbiamo 5 morti, 300 e rotti infetti e mezzo paese che se non muore di coronavirus, morirà di stenti. Il picco è previsto per fine aprile.

Da un paio di giorni hanno esteso da 1 a 35 i laboratori in grado di analizzare mediante PCR i tamponi. Prima li eseguiva solo il laboratorio Malbran di Buenos Aires al ritmo di 100-150 al giorno. Troppi pochi per avere un’idea realistica della situazione.


Il nostro Presidente agito più in fretta che i suoi colleghi europei e gliene do atto. Bravo! Non deve essere stata una decisione facile per un paese già in crisi perenne e sul cui ennesimo default si scommetteva proprio per l’ultima settimana di marzo. Ma al terzo giorno di quarantena (domenica) c’era già l’esercito a distribuire pasti nei quartieri più poveri, che saranno i più difficili da controllare e tenere a bada (basti vedere come si sono comportati quelli dei quartieri di classe media appena rientrati dall’estero…).

In mezzo a tutto questo, la vicepresidenta Cristina Kirchner è volata a Cuba da sua figlia, in auto-esilio per problemi giudiziari in Argentina / in cura per motivi psichiatrici, e sono rientrate insieme dopo alcuni giorni. Azioni legate al suo ruolo istituzionale in questo periodo critico unico nella storia del Paese: non pervenute.

Florencia e Cristina Kirchner a Cuba

Sopra i cieli di Buenos Aires sfrecciano cinque elicotteri al giorno che controllano la situazione. Si dice che anche il Presidente voli quotidianamente sopra la mia testa per sincerarsi personalmente che le strade siano vuote. Quando sento le pale dei chopper penso al Tío Alberto e a come stia facendo il possibile per salvare il nostro paese e la nostra gente. Lui ha fatto la sua parte, ma gli argentini devono fare la loro.

Non come i miei vicini che invitano gli amici a casa per il mate o una cena in compagnia o che portano i figli a casa dell’ex come se niente fosse.

Alberto Fernandez annuncia la quarantena in Argentina il 19 marzo 2020

Io ho avuto qualche acciacco e la mia ultima esposizione non protetta è stata domenica 15 marzo. Attendo la data del 29 marzo per tirare un sospiro di sollievo.

Qui siamo ancora alla fase degli applausi ai medici alle 21 sul balcone, delle canzoncine cantate all’unisono (¡quedate en casa la puta que te parió!), delle corali di canzoni italiane, del monumento illuminato col tricolore.


Nel turbinio di articoli che si possono leggere sull’argomento coronavirus, a me sono piaciuti questi:

Qual è il modo migliore di affrontare una pandemia? Sistemi a confronto. Il martello e la danza di Tomas Pueyo, disponibile in inglese e italiano.

La scienza dietro all’infezione da coronavirus: perché ci mette così tanto a manifestarsi e quanto è semplice venire contagiati nonostante le mille precauzioni. How the Coronavirus Could Take Over Your Body (Before You Ever Feel It) di Jeff Wise, New York Magazine

2 pensieri su “Ho già visto questo film

  1. Me pasó lo mismo, me puse en cuarentena antes que el resto, justamente por conocer de cerca el drama de Italia. La gente me miró bastante mal, pero admitamos que no era fácil entender para quien no seguía la evolución exponencial del caso italiano. Más allá de la previa, no es sorprendente la rapidez de adaptación de la gente? A pesar de algún boludo, que nunca falta, la gran mayoría entendió y acata. La capacidad de adaptación de los argentinos, acostumbrados a tantas palizas, es única.

    "Mi piace"

    1. Esto seguro juega a favor, ya que estamos acostumbrados a cuidar las compras y sabemos cambiar de hábitos cuando la economía no es favorable.
      Mis vecinos no respetan mucho la cuarantena. El sábado el abogado de al lado hacía un festín con al menos dos amigos. El tipo de planta baja tomaba mate con un amigo a pesar de vivir solo. En la casa del frente, donde nunca hubo nenes, había dos niñas que jugaban. La hija de la pareja del ph desapareció un día, supongo se fue a lo de su padre.

      Por lo que veo en FB, hay gente que exige que la niñera trabaje igual, siendo un rubro exento, sin importar el riesgo tanto para la señora como la familia.

      El presidente tomó una decisión muy difícil y estricta, pero para mí justa. En el exterior los jefes de estado que esperaron o tomaron medidas graduales son responsables de miles de muertes. Espero que acá detuvieron el país por tiempo!
      Esta semana lo vamos a saber!

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...