Cuarentena

Cari lettori, care lettrici,

la quarantena procede mentre l’autunno incalza. Le temperature sono scese e con una massima di 18 gradi per tutta la settimana, sono già passata a mise pigiamesche alla Bridget Jones, complete di calzini di ciniglia. E dopo il calzino, ho pensato di avvolgermi tutta nella ciniglia fino a primavera: ho adocchiato una bella copertina perfetta per il mio bozzolo invernale. Peccato non facciano la mia taglia.

Svegliatemi a primavera

Più realisticamente, mi piacerebbe questa coperta da una piazza, solo che costa 6 mila pesos, che in denaro contante sono 75 dollari. La stessa roba su Amazon costa dai €20 ai €30 euro. Da una parte è pile (qui chiamato polar) e dall’altra è ciniglia (qui chiamato corderito perché sembra, appunto, la pelliccia dell’agnello).

Ufficialmente restano quattro giorno di quarantena ma sui giornali già si legge di una proroga certa, almeno per noi della zona di Capital e dintorni, dove si registrano la maggior parte dei casi. Per ora i numeri sono ancora bassini, ma pochi sono pure i test. Nel parapiglia, l’incompetenza dei funzionari argentini è lampante: finiti lì solo per vincoli familiari o amicizie di partito, i vari ministri e relativi uffici si dimostrano per quello che sono: una manica di incompetenti ignoranti, totalmente inadatti per il ruolo che rivestono.

Il ministro della salute, Ginés Garcia, ha la capacità espressiva di mio nonno muratore che aveva la terza elementare. Solo che è un chirurgo, oltreché il ministro della salute. Un qualunque cittadino che legga la stampa internazionale ne sa più di lui. Sembra che non fosse al corrente che il Presidente era lì per lì per dichiarare la quarantena, perché lui ancora rilasciava dichiarazioni sulla linea “bazzecole” e “tutto sotto controllo” mentre il capo di stato predisponeva ospedali da campo e disponeva che l’esercito andasse a distribuire pasti nei quartieri più economicamente a rischio.

Questa settimana, il Governo ha fatto un papelón (scivolone) tragicomico comprando beni alimentari per i quartieri più poveri al 150% del prezzo di rivendita massimo imposto dal Governo stesso nei supermercati.

Il tutto al termine di una settimana in cui il Presidente ribadiva più e più volte che i negozianti che cercano di approfittare della situazione per praticare prezzi esagerati sarebbero stati pesantemente sanzionati e dopo avere stabilito tetti al prezzo di molti beni, invitando i cittadini a segnalare gli abusi.

E pare che quello della pasta al 150% del valore di mercato non sia stato il primo “acquisto incauto” del Governo: il PAMI, l’assicurazione sanitaria dei pensionati, ha comprato l’alcol in gel al 130%.

Ma non è stato l’unico papelón della settimana: venerdì scorso hanno aperto le banche affinché i pensionati e i percettori di sussidi statali potessero recarsi allo sportello a incassarli, dato che qui anche le banche sono rimaste chiuse durante la quarantena. Il risultato è stato che si sono messi in fila dalla notte precedente e si sono ammassati. Il ministro delle Politiche sociali si è giustificato dicendo “non sapevamo che ci sarebbero stati un milione e mezzo di pensionati che si sarebbero recati in banca”. Vedi tu…


La pandemia è un’impietosa cartina tornasole dei difetti di ciascuna nazione. Guardate negli Stati Uniti, dove in nome dei soldi Trump vuole mandare tutti a lavorare con la stessa nonchalance con cui invia i soldati in medio oriente. Sbirciate in Germania, dove in nome della libertà individuale e per evitare dolorosi ricordi della seconda guerra mondiale nessuno ha imposto misure rigide: hanno poi fatto quadrare i numeri decidendo di contare i morti per coronavirus quelli con il virus come unica causa di morte. E gli italiani che hanno smaronato per il diritto di farsi la corsa in campagna e che si sono ingegnati per sfangarla uscendo con le borse piene di cibo per fingere di andare al supermercato tutti i giorni? A ciascuno il suo.


Ieri è stato il primo giorno in cui ho avuto lo scazzo da noia. Non mi accadeva dal 2006. È la mia terza settimana di quarantena, ma durante la prima ero nel pallone, durante la seconda ho sistemato le cose in sospeso, nell’attuale ho iniziato qualche progettino per sfizio su Instagram e YouTube. Per fortuna il Presidente ha già detto che la quarantena deve continuare, anche se amplierà i settori esonerati dall’osservanza. Grazie.


Vi ho già raccontato che l’assenza di uniformità sulle basi dell’infettivologia nella comunità scientifica internazionale mi ha destabilizzato parecchio all’inizio. Come credo tutti, ho letto innumerevoli articoli, interviste, post e visto video e meme da ogni sorta di “autorità”: medici, infermieri, farmacisti, epidemiologi, infettivologi, pneumologi, presidenti di vari enti della salute nazionale e internazionale… Mi sono fatta un corso accelerato sull’argomento, ma alla fine ho trovato solo opinioni e nessuna certezza.

All’inizio, tutti a prendere in giro quelli che mettevano le mascherine. Gli idioti che erano convinti di proteggersi! Dagli tempo… obbligo mascherine! Poi le sfuriate dei medici contro la gente comune che si comprava le mascherine: buffoni, servono a noi. Dagli tempo… il Comune distribuisce mascherine!

Poi il video su come farle in casa, la smentita “le maschere fai da te sono pericolose” (non trovo più l’articolo su Repubblica, però giuro che l’ho visto!), il video su come disinfettarle in casa, quello che dice che sono disinfettabili solo in laboratorio, quello su come toglierle, quello su come mettere e togliere i guanti, gli articoli su come sia sufficiente l’acqua e sapone e poi quello in cui si invita spruzzare pure i sacchi della spazzatura e i prodotti comprati al supermercato con una soluzione di acqua e alcol o acqua e candeggina. Sono seguiti gli appelli di quelli che pregavano di non candeggiare gli animali, ci è scappato il morto (un povero micio di Crema).


Quando gli esperti si contraddicono e il susseguirsi di contraddizioni e di study findings su 5 soggetti diventano scienza certa, l’opinione di chiunque vale e l’esperienza del vicino conta quanto un trial di fase III.
La “scienza” che mi hanno propinato questa settimana per whatsapp è che i vegani sono un gruppo a rischio, a detta dei carnivori fumatori. Qualcuno gli ha detto che stiamo parlando di una zoonosi da consumo di carne animale che induce un quadro respiratorio potenzialmente grave e fatale? Viva la modestia scientifica.

Tornando a opinioni non di whatsapp: in Europa la distanza consigliata è un metro e mezzo, negli Stati Uniti è sei piedi, cioè 1,8 metri. Sui giornali italiani scrivono “due metri” quando parlano del distanziamento sociale oltreoceano.
In Giappone dicono che i droplet restano sospesi anche per 2-3 ore e che basta parlare o respirare vigorosamente nello stesso ambiente perché vi sia contagio.

Io credo ai giapponesi, e non perché sono giapponesi: siete mai entrati in un ascensore e sentito chiaramente che chi lo ha usato prima di voi aveva scoreggiato, pur non avendo incrociato nessuno? Avete mai preso l’autobus sedendovi in coda e alla ripartenza dopo un rosso siete stati investiti da un ruttazzo agliato di qualcuno seduto qualche fila più avanti? Vi è mai capitato di camminare e accorgervi del profumo di uno sconosciuto, pur non vedendo nessun altro per strada?

Se queste evidenze empiriche non sono sufficienti a farvi essere supercauti, continuate pure a dire che dovete uscire a correre per mantenervi in salute.

6 pensieri su “Cuarentena

    1. En Italia en principio le tomaban el pelo a quienes utilizaban barbijos. Ahora está obligatorio en algunas zonas (más afectadas). Se suman videos de cuales barbijos andan bien y no andan bien para la población general, pero cada uno tiene su opinión. Incluso algunos empresarios convirtieron su producción de prendas/sábanas a barbijos. Hubo también un cruce entre el responsable de la protección civil y el ministerio de salud italiano acerca del tema barbijo sí o no.
      Nosotros, por la duda siempre lo ponemos.

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  1. Ciao! Qua a Bergamo, nonostante la situazione sia tragica, continuo a vedere fin troppa gente in giro come se niente fosse. Complice il bellissimo tempo di questi giorni? Non lo so ma non lo giustifico. Io o mio marito stiamo facendo la spesa in modo tale da non dover più uscire per almeno una decina di giorni e, quando usciamo per andare al supermercato, rigorosamente con la mascherina, quella classica chirurgica.
    La cosa che non facciamo è quella di pulire tutta la spesa perché onestamente mi sembra un po’ esagerato.

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    1. Incredibile! Io avrei una fifa terribile anche solo a mettere il naso fuori casa. Noi siamo attualmente nella terza settimana di lockdown e anche della nostra spesa. I piatti sono diventati un po’ monotoni (minestrone con le verdure congelate tre settimane fa, a rotazione con pasta, riso o fagioli oppure pizza/pasta/riso) ma per darci un lusso abbiamo ordinato un po’ di churros. Saranno i churros pasquali…
      Qui i numeri sono bassi ma sono presentati male e con dati scarsi. Nel dubbio, noi ci siamo tappati in casa!

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      1. Ti assicuro che purtroppo anche qua i numeri non sono realistici. Alle persone che muoiono in casa, e sono tante, non vengono fatti i tamponi. Inoltre, per esempio, qualche settimana fa ho avuto dei chiari sintomi con perdita di gusto e olfatto e febbre ma il mio medico mi ha dato un antibiotico e per fortuna è passato tutto (il tutto telefonicamente, senza avermi visitata) eppure nessuno mi ha fatto un tampone. Ora il punto è: e se l’avessi avuto in forma lieve? Se ora fossi positiva o non più?
        Posso provare a capire che sarebbe logisticamente molto impegnativo fare esami a tappeto ma forse potrebbe essere l’unica soluzione. Inoltre qua a Bergamo era già da diversi giorni che si chiedeva la chiusura dei paesi dove si stavano verificando fin troppi casi. Risultato? Le grandi aziende si sono messe di traverso e l’hanno impedito. Peccato che per non aver preso le misure quando avrebbero dovuto, ora chissà per quanto tempo dovranno restare chiuse.

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      2. Qui ci sono forti pressioni per ripartire da parte delle associazioni di categoria. Molte persone mangiano con quello che guadagnano in giornata. Anche se non ho votato questo presidente, mi fa un po’ pena perché sembra l’unica persona che sa quando è ora di crescere. Peccato che abbia realizzato che i suoi compagni di governo non stessero fingendosi decerebrati. Lo sono davvero. Compatisco Fernandez.

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