Covid-lavorando #1

Molti sono forzatamente a casa e non hanno molto da fare, a parte sfornare manicaretti e guardare Netflix. Ma alcuni dovrebbero approfittarne per mettersi in marcia in vista del “dopo”. Serve sia come esercizio mentale per stimolare l’ottimismo che per tenersi occupati durante le interminabili giornate in casa.

Di certo non ritorneremo improvvisamente alla vita di prima: provate a immaginarvi come potrebbe essere la vostra attività con il distanziamento sociale e fatevi ispirare da questi consigli.

È ora di entrare in un mondo nuovo

Se il vostro lavoro prima era interamente offline, è ora di fare l’ingresso nel mondo digitale. Se non siete su internet, è come se non esisteste e ciò e vero più che mai.

Non aspettatevi che i vostri vecchi clienti si attacchino al telefono per chiamarvi e sapere se siete ancora in attività e che prodotti avete. Dovete andare voi da loro, seppure virtualmente: vi serve una presenza sul web.

La pagina della vostra attività su Facebook

Potete cominciare con qualcosa di semplice e gratuito come una pagina di Facebook.

Attenzione: una pagina di Facebook non è un profilo di Facebook.
Una pagina è come una vetrina virtuale, che potete rendere pubblica a tutto il mondo senza che vi si chieda l’amicizia: gli utenti fanno clic su “Mi piace” e diventano seguitori della vostra pagina. Vale a dire, riceveranno degli aggiornamenti sul loro muro di Facebook ogni volta che voi pubblicate qualcosa sulla pagina.

Una pagina aziendale ha varie funzioni, tra cui la comunicazione ordinaria e straordinaria (“domattina aperto”, “chiuso per ferie fino al 20/12, “si accettano ordini per colombe pasquali”), come vetrina di prodotti/servizi, per comunicare con i clienti privatamente tramite Messenger, per organizzare eventi (laboratori, presentazioni, assaggi).

Non usate il vostro profilo personale o un profilo utente per promuovere la vostra attività poiché ha un numero limitato di amici. Le pagine, in cambio, possono avere un numero illimitato di seguitori.

Il nome

Se la vostra attività ha un nome generico, tipo il classico “Bar Italia” o “Non solo pane” o “La latteria”, ricordatevi che su Internet ce ne saranno a bizzeffe con il vostro nome. Mettete quindi un elemento che vi identifichi direttamente nel nome della pagina. Per esempio “Bar Italia – Seregno” o “Non solo pane – Molfetta” o “La latteria di Casalpusterlengo”.

Nel campo Informazioni della pagina (vedi sezione seguente) potete scrivere altre informazioni utili a individuarvi. Queste Informazioni compaiono sulla terza riga dei risultati di ricerca.

Un mare di pagine con lo stesso nome

Le informazioni

Compilate con quante più informazioni possibili i campi della pagina relativi alla vostra attività. Le informazioni essenziali sono: l’ubicazione, utile a fare suggerire la vostra attività in base alla prossimità geografica, nonché a identificarla in un mare di omonimi; il numero di telefono, che per molti è ancora il canale di comunicazione preferito; gli orari. Se avete un sito web o profili su altri social media, tipo Instagram, inserite anche quelle informazioni.

Pensate sempre al cliente: meno sforzo deve fare per contattarvi e capire se potete rispondere alla sua esigenza, più è probabile che vi contatti effettivamente.

Ho preso come esempio il terzo risultato della lista di “Non solo pane” qui sopra. Nel campo Informazioni c’è una sintetica descrizione che appare anche nella terza riga dei risultati.

Un campo informazioni che non dice niente, ancora non so dove stia questo negozio!

Le immagini

Sui social media, le immagini sono tutto. Anche se non avete dei loghi ufficiali come immagini digitalizzate, scegliete bene la foto principale della vostra pagina e la foto del profilo (della pagina), ossia quella piccola che comparirà nei risultati di ricerca.

Tenete presente che la foto principale della pagina è rettangolare, mentre quella del profilo sarà quadrata.

Idee per chi non ha una grafica personalizzata: come foto principale della pagina, potete mettere la foto dell’insegna o dell’esterno o dell’interno del vostro locale, in modo che sia facilmente riconoscibile a prescindere dal nome.
Come foto di profilo della pagina, se non avete un logo potete mettere quella del vostro prodotto rappresentativo (un cappuccino, del pane ecc.)

La periodicità

Non c’è niente di peggio di una pagina di Facebook abbandonata. A differenza del sito web, dove di solito non è indicato nessun riferimento cronologico che possa rivelare quando avete l’aggiornato per l’ultima volta, i post sulla vostra pagina di Facebook hanno indicata la data di pubblicazione. Se un cliente arriva sulla vostra pagina e vede che sono tre anni che non scrivete, penserà che avete chiuso.

Fate lo sforzo di scrivere almeno una volta al mese per fare sapere che siete ancora in attività. Ci sono persone che lo fanno di mestiere per voi, scrivendo post simpatici con emoji (le “faccine”), collegamenti ipertestuali su cui cliccare, immagini personalizzate. Queste persone si chiamano social media manager. È un mestiere e si paga per questo servizio.

Ma per cominciare, potete benissimo scrivere voi stessi un post ogni tanto, fosse anche solo di auguri pasquali.

La singolarità

Se avete già provato ad avere una pagina di Facebook ma avete dimenticato la password, era associata a un altro account, o non vi ricordate neanche se ne avevate aperta una, è ora di fare pulizia.

Chi vi cerca deve trovarvi in UNA pagina, non in tre pagine di cui due abbandonate. Anche qui: pensate al cliente. Meno tempo spreca per la ricerca, più è probabile che vi contatti.

Attenzione: oltre alle pagine di Facebook, esistono anche i Luoghi. Il vostro locale potrebbe essere presente su Facebook sia come Luogo che come Pagina. Questo è di solito il caso di bar, ristoranti e locali.

Rispondete

Installatevi la app di Facebook sul cellulare, se già non ce l’avete. Riceverete le notifiche quando i clienti vi contattano sulla vostra pagina aziendale. Non lasciate cadere nel dimenticatoio la pagina: se un cliente fa una domanda (pubblica in un posto o privata direttamente via Messenger), rispondetegli in fretta.

Le domande sospese nel vuoto indicano che non siete attenti ai clienti. Se non volete rispondere pubblicamente, scrivete che risponderete in privato, ma indicatelo pubblicamente. Questo per due motivi: il primo è che a volte i messaggi privati vengono filtrati in automatico da Facebook, per cui la persona a cui avete scritto potrebbe non realizzare che le avete mandato un messaggio in privato. Il secondo è che lascerete un segnale visibile a tutti che avete inviato una risposta al cliente, ossia che siete stati attenti.

No alle polemiche

Questo potrebbe essere difficile per qualcuno, ma dovete resistere e mordervi la lingua quando vorreste rispondere per le rime a qualche commento sgradevole. È una pagina pubblica e ne va della reputazione della vostra attività. Voi vorreste avere a che fare con un commerciante litigioso che vi potrebbe prendere a male parole? Io no.

Evitate di trasformare i commenti ai post in un verbale con il resoconto della situazione dal vostro punto di vista. Non siamo a Forum. Nel peggiore dei casi, potete eliminare la pubblicazione.

Il sito web

Ci sono molti strumenti gratuiti per fare un sito web e se non avete timore di dedicare qualche giornata della quarantena a provarci, potete sempre chiedere a chi lo fa di mestiere (web designer). Di siti web ce ne sono per tutte le tasche e misure: alcuni sono semplici biglietti da visita, altri sono un menù dettagliato della vostra offerta e poi ci sono quelli che permettono di vendere direttamente i vostri prodotti online.

Secondo questo ordine, i costi vanno dal 0 con il fai-da-te e una pagina statica a qualche centinaia o migliaia di euro a seconda delle funzionalità.

Se siete alle prime armi e gestite un’attività piccola o individuale, o non avete molta dimestichezza con l’informatica, non strafate. Una volta pronto il sito, bisogna aggiornarlo e sapere interagire con la parte che l’utente non vede ma che è necessario utilizzare per l’evasione degli ordini. Le aziende hanno personale dedicato a questo aspetto, ma se dovete fare tutto da soli, evitate di aggiungere un nuovo lavoro al vostro incarico principale o rischiate di non riuscire a starci dietro.

I costi annuali di mantenimento del sito web possono andare da zero in su. Sto scrivendo questo post pensando alle piccole attività dei paesi e dei quartieri che sono impreparati dinanzi alla pandemia di coronavirus, per cui dirò una cosa impopolare: il sito web molto probabilmente non vi serve.

Se non ce lo avevate ieri, non vi servirà averlo adesso, a meno che non abbiate un catalogo fisso di prodotti fisici quantificabili. Chi vende pane, per esempio, potrà di certo pubblicare le foto dei vari formati che vende e il costo al chilo. Ma chi lo acquista probabilmente vorrà comporre un ordine misto che include vari formati e quantità e ottenere questa flessibilità richiede di ricorrere a funzionalità avanzate di web design e a un programmatore che ve le prepari.

Se invece avete un’attività abbastanza grande con una gamma di prodotti fissa, allora sicuramente il sito web potrà esservi utile come vetrina virtuale dettagliata. Ricordate che per fare un sito web servono tempo e idee chiare.

Se non avete mai pensato a cosa mettere nel vostro sito web, fate la cosa più antica del mondo: copiate. Osservate cosa fa la concorrenza, e mi riferisco a un concorrente diretto che ha il vostro stesso tipo di attività in termini di merce, dimensione e contesto urbano, e pensate a cosa scrivere sul vostro sito.

Sia che vi lanciate nel fai da te o che (saggiamente) chiediate aiuto, dovrete indicare quante pagine vorreste che abbia il vostro sito: un’unica pagina? più pagine? Se il vostro sito è un sito biglietto da visita, può convenire fare un’unica pagina scrollabile. Se invece volete un sito molto ampio e articolato, è meglio utilizzare più pagine.

Al programmatore dovrete indicare il numero di pagine per ottenere un preventivo. Il contenuto delle pagine ce lo dovrete mettere voi. Se non sapete cosa scrivere, potete assumere un copywriter che prepari i contenuti e un graphic designer che si occupi delle immagini. Ci sono anche aziende che si occupano di fornirvi una soluzione completa “chiavi in mano”, ma in questo caso aspettatevi di spendere almeno mille euro perché ci sono più professionisti coinvolti.

Whatsapp business

Una possibilità spesso ignorata è Whatsapp business. Si tratta di una versione speciale di Whatsapp perfetta per i piccoli negozi. Si installa un’app dedicata sullo smartphone, accessibile anche dal computer. Si può caricare un catalogo dei prodotti con i relativi prezzi e conversare con i clienti in chat come si fa con l’app di Whatsapp normale. Si possono creare liste di distribuzione a cui inviare le promozioni in corso.

Insomma, la sua funzione è triplice: è uno strumento di marketing, di vendita e di assistenza clienti.

In Italia e anche in Argentina, tutti usano whatsapp. Ma pochi usano Whatsapp Business. È comodissima anche con i clienti stranieri poiché è immediata e gratuita.

MyBusiness di Google Maps

Lo strumento MyBusiness è utile per chi ha un locale fisico o un ufficio, in quanto è indispensabile avere un indirizzo pubblico. Registrando la vostra attività su MyBusiness, apparirà sulle mappe di Google insieme ad alcune informazioni di base, come l’indirizzo, il telefono, il sito web, i social media, gli orari, le recensioni, le foto.

Chi ha bisogno di un determinato servizio in un luogo specifico, può cercarlo su Google come se fossero le pagine gialle. E chi non vorrebbe essere sulle pagine gialle mondiali, in più gratuitamente?

La maggior parte delle attività viene aggiunta automaticamente da Google o dietro segnalazione degli utenti, ma le informazioni potrebbero essere incomplete o errate. Personalmente, lo uso molto per conoscere gli orari di apertura dei negozi e per sapere come arrivare al negozio: Google calcolerà il percorso e mi avviserà se all’ora di arrivo prevista il negozio è chiuso o sta per chiudere. Utilissimo e non richiede aggiornamenti continui. Da fare!

Mercerie in zona Castello ne abbiamo?

Spero di avervi dato qualche idea a costo zero per rimettervi al lavoro!

2 pensieri su “Covid-lavorando #1

  1. Stamattina sulla stampa specialistica si parla del nono default dell’Argentina in 200 anni.
    E’ certo che lo Stato argentino non farà fronte agli impegni assunti nei confronti di chi ha prestato i soldi. Ancora una volta. 😦

    "Mi piace"

    1. Qui lo hanno chiamato “default tecnico” e l’ho già sentito usare qualche anno fa. Dovrebbero dargli un nome come agli uragani, almeno riesco a stargli dietro. C’è una battuta che gira qui e che dice “la vera notizia è che c’è ancora chi presta soldi all’Argentina”. Intanto, il cambio parallelo è schizzato a 100 e rotti. Peccato non ci sia dove cambiare.

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