90 la gallina canta

La gallina ha cantato cinque giorni fa. Siamo ancora chiusi in casa. L’unica variante è che è stato consentito uscire a correre tra le 19 e le 9. Sì, avete letto bene: dalle sette di sera alle nove del mattino. Qualcuno dice che, a quell’ora, si tratta più che altro di scappare dagli scippatori..

Si può correre senza mascherina ma solo in alcuni parchi/vie/piazzali appositamente chiusi al traffico.

Tutti a correre nei Bosques de Palermo

Ed io, che non ho mai corso prima d’ora, di sicuro non mi metto a correre in pieno inverno e dopo tre mesi di scrivania-divano-letto. Anche perché i parchi per correre sembrano più affollati del supermercato.

Qui sotto: il mio livello di attività fisica durante l’ultimo anno e la quarantena.

Le frontiere sono ancora chiuse e i voli sono ancora non prenotabili* prima del 1° settembre. Latam ha annunciato che si ritira dalle scene in Argentina, in quanto non può non volare e pagare il 100% del salario dei suoi dipendenti come imposto dalla legge argentina per cinque mesi.

*Qualche mese fa, il governo argentino ha proibito la vendita di biglietti aerei durante il periodo in cui non è possibile volare per via dei troppi reclami per il mancato rimborso o i continui cambi di volo.


L’inverno in Argentina è costellato di fiestas patrias: si comincia a maggio (25) con il Día de la Revolución de Mayo, il 10 giugno con la Celebración de la Soberanía sobre las Malvinas (su cui l’Argentina non ha la sovranità) e il 20 c’è il Día de la Bandera Nacional. Si conclude il 9 luglio con il Día de la Independencia.

Occasioni per asados, ma soprattutto per il locro criollo (zuppa di carne e mais) per scaldarsi in questi mesi freddi. Quest’anno, niente di tutto ciò.

Cerco di placarmi l’animo pensando che stare chiusi per stare chiusi, in Argentina come altrove è lo stesso, ma nessun paese ha limitato così tanto le libertà personali come l’Argentina.

I numeri per ora non sono drammatici come in Brasile, i casi sono limitati per lo più ai barrios vulnerables, un modo elegante per dire poveri. Le terapie intensive sono solo leggermente più occupate del solito, ma dipende anche dal giornale che si legge.

Ecco, in Argentina il giornalismo è ben farlocco. I giornalisti sono schierati politicamente per cui se si apre un giornale, si sta sempre leggendo una visione di parte che non collima affatto con la versione di un giornale della fazione opposta. Le notizie scomode per una parte vengono completamente omesse dalle testate di quello schieramento. Di contro, il nemico pubblica notizie false per screditare la controparte.

Per dire, quando il Presidente parla alla nazione del covid-19, utilizza grafici completamente sbagliati, anche per tirare frecciatine ai nostri vicini (soprattutto Cile e Brasile, ma anche il Regno Unito inserendo nei conteggi gli infetti e i decessi nelle isole Falklands/Malvinas) e risaltare come “noi” (ovvero lui) stiamo gestendo il problema meglio.

Il tweet dell’Ambasciatore del Cile in Argentina che smerda Alberto Fernandez

Il picco di occupazione in terapia intensiva è previsto proprio… per la fine della quarantena (1° settembre).

Grafico de La Nación sull’occupazione dei letti di terapia intensiva e proiezione futura

Come il governo manipola i dati

Al principio non si facevano test, per cui il numero degli infetti era molto basso. In compenso, questo portava a un tasso di mortalità molto alto, attorno al 5%.

Alcune province erano “libere dal virus”, eccetto quando si è cominciato a testare, a quel punto in tutte le province c’era il virus.

Test rapidi che sarebbero serviti per testare un gran numero di persone, individuare i focolai ed isolarli… grande operativo della compagnia aerea di bandiera, Aerolineas Argentina, e poi viene fuori che sono difettosi o comunque non attendibili. Ricordo che se ne era parlato anche in Italia un paio di settimane prima che l’Argentina annunciasse che li avrebbe comprati. Insomma: niente di nuovo sotto il sole.

Test a parte, il Governo non rivelava il tasso di occupazione in terapia intensiva. La maggior parte dei casi potrebbe essere molto lieve… e tendo e pensare che lo sia, altrimenti avrebbero diffuso i dati sul numero di ricoverati e sul tasso di occupazione dei letti in terapia intensiva, cosa che non è stata fatta se non negli ultimi 10 giorni (di 95).

Ora che sono stati diffusi alcuni dati sul tasso di occupazione dei letti in terapia intensiva, a seconda del tono della notizia possono essere letti in TI per il covid-19 o in generale, oppure letti di TI negli ospedali pubblici senza contare gli ospedali da campo disposti da mesi o gli ospedali privati.

Ad aprile il Ministro della Salute aveva pensato di acquisire forzosamente i letti di TI degli ospedali privati, dove si curano due terzi della popolazione, ma questa idea è stata ritrattata due giorni dopo. Ovviamente i dirigenti delle assicurazioni private temevano un’emorragia di affiliati che pagano per magari finire nella TI di un ospedale pubblico.

Il dato di oggi è che ci sono 393 letti occupati su 11.000 disponibili.

Insomma, come già in passato, non c’è un numero affidabile o rilevante che esca dalla bocca dei politici argentini e sembra che non ci siano giornalisti né analisti in grado di fare le domande giuste ed analizzare i numeri corretti, confrontandoli in maniera significativa. Non è difficile: basta guardare cosa fanno all’estero e copiare… Peccato che qui si guardi al Venezuela e alla Bolivia anziché all’Europa.

E io mi chiedo se davvero il basso costo della vita, il bel clima e la socialità degli argentini valga tutto questo…

La curva dei contagi ad oggi, in base ai dati ufficiali del Ministero della Salute [fonte: La Nación]

E per non farci mancare il finale latinoamericano, il Governo sta tentando di espropriare l’azienda di cereali Vicentin, ma dopo un bocinazo* generale in tutto il Paese, seguito da un banderazo** a difesa della proprietà privata, sta tornando sui suoi passi.

Per chi non ci crede che in questo Paese stiano davvero mettendo in discussione la proprietà privata, l’avvocata di Cristina Kirchner pensa che l’espropriazione sia un’ottima idea.

* la versione in quarantena del cacerolazo, ossia tutti in auto a suonare il clacson per protestare.

** stessa cosa, ma scendendo in piazza con la bandiera dell’Argentina

7 pensieri su “90 la gallina canta

  1. Siete messi come noi tre mesi fa, qui però non di poteva uscire mai. Anche qui o numeri cambiavano e cambiano ancora a secpnda della testata giornalistica. In meridione sr la, sono cavata meglio di noi al nord. Qui in Lombardia c’è ancora molta paura.

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  2. “E io mi chiedo se davvero il basso costo della vita, il bel clima e la socialità degli argentini valga tutto questo…”
    Io me lo chiesi nel 2003, e decisi che non ne valeva la pena, me ne andai fuori dalle palle, ahimè, in italia, per giunta nel mondo dei cruchi al nord. Comunque sia, credo che “vale la pena” finché sei giovane e spensierato, allora ti godi il bello dell’argentina, la socialità, il divertimento, ecc, ma quando pensi al futuro, e vedi che rischi di perdere la tua casa, i tuoi risparmi, la tua vita, la salute, i contributi pensionistici.,, beh, così no, non vale la pena.

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