L’asado tiene duro, l’economia no

Ieri stavo parlando con un conoscente nordamericano, dopo essere accidentalmente entrata in una Facebook Room vuota senza neanche rendermene conto (l’età…), di come fosse difficile per noi in America questa storia del covid-19. Prima perché abbiamo assistito impotenti alla disgrazia che si abbatteva sull’Italia e poi perché abbiamo realizzato che sarebbe toccata pure a noi. E così è stato. E nonostante il vantaggio, sta durando più che in Europa, complice il fatto che in Sud America è inverno. Ma non solo.


Il 19 marzo è iniziata la quarantena in Argentina e non è ancora finita. Sin da allora è stato evidente che cercare di imporre una regola agli argentini it’s like herding cats è come cercare di organizzare un branco di gatti. Le scappatelle ci sono state sin da subito: ne ho parlato qui il 24 marzo e qui a maggio.

Siamo a 120 giorni di quarantena… credo, ho perso il conto. I casi salgono e ci si chiede perché: il Ministro della Salute, il chirurgo Ginés García, quello che a gennaio sosteneva “impossibile che il coronavirus arrivi in Argentina“, imputa l’aumento di casi a “encuentros clandestinos” como “asados o mateadas”. Ginés, son quattro mesi che lo scrivo…

“Me equivoqué”. Los pronósticos errados de Ginés González García en la pandemia. Fonte: La Nación.

Di che fase sei?

A marzo siamo partiti con la quarantena stretta “di fase 1”, come l’hanno chiamata qui. A giugno ci sono state 2-3 settimane “di fase 3” in cui erano permesse uscite con un valido motivo (andare dall’ottico, a una visita medica, a fare un documento) e nelle vicinanze della propria casa, e correre di notte in alcune zone.

Un aumento di casi nella zona metropolitana di Buenos Aires, che adesso si chiama AMBA (área metropolitana de Buenos Aires), ci ha riportato in fase 1 dal 1° al 17 luglio, e da questa settimana siamo tornati alla fase 3. Ma già si parla di tornare alla fase 1 perché non c’è verso di organizzare un branco di gatti….

Ad oggi, ci sono lavoratori che non hanno mai ripreso a lavorare (estetisti, parrucchieri, massaggiatori, medici estetici ecc.) ma a cui è stato chiesto di continuare a pagare le tasse durante questi quattro mesi. Alcuni hanno richiesto e ottenuto un incentivo di 10.000 pesos (circa 150 euro al cambio ufficiale)… insufficiente per sopravvivere anche solo per un mese, figuriamoci per quattro. La gente ha fame e lavora di nascosto. Oppure ruba. Chi cerca di lavorare pubblica annunci velati su FB con scritto “Ángel, masajista, tel. 11…” oppure attacca cartellini scritti a mano col pennarello sui lampioni stradali “Oscar, corte caballeros y niños 11….” o manda messaggi privati e confida nel passaparola.

Il mio chiropratico ha mandato un’email per avvisare che accettava appuntamenti solo su whatsapp e non tramite l’agenda online ufficiale. Non mi vedrà più, anche perché lui era quello che a marzo mi disse che “it’s all in the people’s mind” mentre l’Italia collassava.

Ai parrucchieri verrà concesso di riaprire il 29 luglio e io mi sono prenotata alle ore 9: prima di tutti. Mio marito non è molto d’accordo sul fatto che vada dal parrucchiere non essendo una situazione di prima necessità, ma io ho bisogno di un’illusione di normalità e credo di avere scelto l’orario migliore: il primo in assoluto in un salone chiuso da 4 mesi.

Ieri il salone ha pubblicato sulla pagina di Facebook le regole: arrivare con mascherina e tenerla su tutto il tempo, obbligatorio farsi disinfettare le mani all’ingresso del salone, non si può entrare con borse e zaini, saranno forniti copriscarpe, non saranno serviti rinfreschi che non siano acqua in un bicchiere usa e getta, non si può venire accompagnati, al minimo segnale di raffreddore disdire l’appuntamento.

Colabrodo

Sul versante economico va di male in peggio. Di default neanche si parla(va), ormai siamo habitué, ma di iperinflazione sì. Gli economisti dicono che quando si tornerà alla normalità, si vedrà l’iperinflazione. Per adesso il paese è paralizzato, le more sulle spese condominiali arretrate sono azzerate, il pagamento dei mutui è stato sospeso, i prezzi dei supermercati calmierati… ma sono tutte toppe a un’economia che è un colabrodo.

I segnali che il Paese è un grande Titanic ci sono tutti: già avevamo un limite di 200 USD cambiabili al mese, adesso tale limite è stato azzerato per chi ha percepito il sussidio di 10.000 pesos e chi ha cambiato troppi dollari sul proprio conto corrente si è visto congelare il conto dalla banca e dovrà risponderne, il governo sta lavorando da mesi a una banconota da 5000 pesos, e durante la pandemia le zecche dello stato hanno stampato non-stop al punto che è finita la carta da banconote e dovremo importarla. Durgenza.

Ma non finisce qui: inizialmente era stata annunciata la bruttissima banconota da $5000 – pari a circa €38 al cambio non ufficiale e €67 al cambio ufficiale – raffigurante Ramón Carrillo, primo Ministro della Salute della storia dell’Argentina e Cecilia Grierson, la prima laureata in medicina.

Quando la stampa era già stata avviata, ché qui le notizie si danno sempre a cose fatte, alcune associazioni ebraiche, tra cui il Centro Wiesenthal, hanno espresso il loro sdegno perché pare che Carrillo fosse simpatizzante di Hitler. Página 12, il giornale filokirchnerista del Paese, ha parlato della notizia definendola invece un “insolito reclamo“…

Chissà se il governo ha deciso di infischiarsene o ha cambiato il disegno! Ancora non si sa perché il Presidente ha bloccato la produzione delle banconote da $5000 dietro ordine di Cristina Kirchner, ma non di certo per le critiche delle associazioni ebraiche che, come Página 12 scrive, sono ritenute insolite. Cristina pensa che la banconota da 5000 mila pesos sia un’ammissione dell’inflazione fuori controllo. Inflazione, quale inflazione? Lei l’ha sempre minimizzata a voci di corridoio quando era Presidenta e ora che è Vicepresidenta vuole salvare faccia e voti.

Al posto della banconota da $5000, il Presidente Alberto Fernandez ha quindi ordinato di stampare quelle da $100 con su Evita, equivalenti a circa €0,76 al cambio non ufficiale e €1,34 al cambio ufficiale. Utilissima.

Avrà pensato di prendere due piccioni con una fava: smentire le voci di casse statali vuote e fare un po’ di propaganda peronista, che non fa mai male.

La nuova banconota da $5000: disegno proposto ma già nell’occhio delle polemiche per la scelta di Ramón Carrillo, primo Ministro della Salute della storia dell’Argentina che pare avesse simpatie naziste.

Durante il governo di Macri, era stata lanciata e stampata la linea di banconote degli animali della foto sotto: a confronto, la nuova banconota da $5000 sembra l’epigrafe dell’economia argentina. E forse lo è.

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