Ridi pagliaccio

Prima del coronavirus, prima della pandemia, prima del prima, in Italia stava per esserci un referendum per chiedere al popolo italiano: volete ridurre il numero dei parlamentari?

Che domande! Direte voi elettori contribuenti! Certo che SÌ! Sono anni che gli italiani aspettano questo momento!

Chi potrebbe votare NO, a parte la kasta? Ve lo dico io.
LORO: gli italoargentini.

LORO sono convinti che più parlamentari ci sono, più possibilità di arrivare in parlamento ci sono, più considerazione verrà data agli italiani all’estero, più benefici riceveranno gli italo argentini, più accesso alla cittadinanza ci sarà per i discendenti di italiani.

E non crediate che siano da cercare con il lanternino: questo qui sotto mi è arrivato per e-mail adesso da un generico noaltaglio2020.bsas@gmail.com (< indirizzo a cui rivolgere gli insulti), ma anche conoscenti mi stanno girando catene su Whatsapp per convincermi a votare no. L’unico “no” che mi esce è “no, ma… vaffanculo!“.

Menos no es mejor
En septiembre de 2020 Italia someterá a votación un recorte del 37% en el número de legisladores de su Parlamento.Las razones esgrimidas para esta reducción fueron el ahorro en el gasto público, la búsqueda de una mayor agilidad en el funcionamiento legislativo, la trasparencia y la posibilidad de tener con esto parlamentarios más calificados.Todos y cada uno de estos argumentos se cayeron rápidamente:El ahorro que se lograría con esta reducción equivale al 0,007% del Presupuesto nacional. Un cafecito al año para cada italiano.La rapidez en la sanción de leyes no depende del número, sino de los acuerdos que la mayoría parlamentaria construya. Es más: menos legisladores posiblemente lleven a más tiempo para estudiar los proyectos, presentarlos y estar en condiciones de debatirlos.La honestidad tampoco es cuestión de cantidades. Desde hace tiempo se acusa a la política italiana de no brillar por su trasparencia, precisamente. Pero mientras siga siendo la política la que define el rumbo de los pueblos, si anda mal hay que cambiarla, no negarla o dejarla en pocas manos. Por ejemplo, si consideramos que los parlamentarios italianos de origen sudamericano no han hecho mucho de provecho para nuestra gente, tenemos que votar mejores representantes, no quedarnos sin representación.Muchas veces se ha dicho también que tanto funcionarios como parlamentarios italianos han tendido a distanciarse de la gente, llegando a conformar un sector social diferenciado, con prebendas que no comparten con el resto de la población y legislando o gestionando de espaldas a sus votantes. Esta reforma no solo no garantiza que esas bajezas cambien, sino que, al reducir el número de bancas, obstaculiza llegar al parlamento a las terceras fuerzas e, impidiendo la pluralidad de voces, hace más fácil a quienes detentan el poder económico manejar el Parlamento.Italia es una Democracia Parlamentaria. El único Poder votado por la gente es el Parlamento, que a su vez elige y controla al Ejecutivo. Se quiere recortar a los únicos representantes del pueblo, con lo que se corre el riesgo de poner en discusión la base misma de la democracia.

Ya lo intentó Berlusconi en 2006; lo quiso hacer Renzi en el 2016. Ambsa veces loa gente lo impidió.

Hoy juristas, referentes sociales, el mundo católico, los sindicatos, intelectuales, personalidades como Romano Prodi llaman a votar por el NO.VOTEMOS NO

Traduzione di DeepL:

Meno non è meglio

Nel settembre 2020 l’Italia voterà un taglio del 37% del numero di legislatori nel suo parlamento.
Le ragioni addotte per questa riduzione sono state il risparmio della spesa pubblica, la ricerca di una maggiore agilità nel funzionamento della legislazione, la trasparenza e la possibilità di avere parlamentari più qualificati.
Ognuno di questi argomenti è andato rapidamente in frantumi:
Il risparmio che si otterrebbe con questa riduzione equivale allo 0,007% del bilancio nazionale. Un caffè all’anno per ogni italiano.
La velocità con cui vengono approvate le leggi non dipende dal numero, ma dagli accordi che la maggioranza parlamentare stipula. Inoltre, un minor numero di legislatori potrebbe impiegare più tempo per studiare le proposte di legge, presentarle ed essere in grado di discuterle.
Né l’onestà è una questione di numeri. Da tempo la politica italiana è stata accusata di non essere trasparente. Ma finché la politica continua a definire il corso della gente, se va male deve essere cambiata, non negata o lasciata nelle mani di pochi. Ad esempio, se consideriamo che i parlamentari italiani di origine sudamericana non hanno fatto molto per il nostro popolo, dobbiamo votare per rappresentanti migliori, non restare senza rappresentanza.
Si è anche detto spesso che sia i funzionari italiani che i parlamentari hanno avuto la tendenza a prendere le distanze dal popolo, a formare un settore sociale distinto, con pretese che non condividono con il resto della popolazione, e a legiferare o gestire alle spalle dei loro elettori. Questa riforma non solo non garantisce il cambiamento di queste bassezze, ma, riducendo il numero dei seggi, rende difficile per i terzi raggiungere il parlamento e, impedendo una pluralità di voci, facilita la gestione del parlamento da parte di chi detiene il potere economico.
L’Italia è una democrazia parlamentare. L’unico potere votato dal popolo è il Parlamento, che a sua volta sceglie e controlla l’Esecutivo.
Gli unici rappresentanti del popolo vengono tagliati, il che rischia di mettere in discussione le basi stesse della democrazia.Berlusconi ci ha provato nel 2006; Renzi voleva farlo nel 2016. Entrambe le volte la gente lo ha impedito.
Oggi i giuristi, i riferimenti sociali, il mondo cattolico, i sindacati, gli intellettuali e personalità come Romano Prodi chiedono un voto di NO.
VOTIAMO NO

Quando ho letto “Romano Prodi”, i decibel del mio vaffa… hanno raggiunto vette pavarottiane. Sono curiosa di sapere chi voterà “no” in Italia, a parte i masochisti…


Come sempre, qui le schede elettorali erano già state inviate quando per la pandemia si è sospeso tutto. La nuova data per il referendum è 20-21 settembre 2020. Quanto denaro sprecato!

Campagna del “no” a Buenos Aires

10 pensieri su “Ridi pagliaccio

  1. il fronte del no si allarga a vista d’occhio. tutti colti da dubbi.
    io penso che le riforme a pezzi sono un disastro. non vedo geni in giro capaci di riscrivere la Costituzione, si fanno rattoppi che fanno solo danni. voto sì che è più divertente 🙂

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    1. Sul fatto che l’Italia non sappia produrre riforme degne di questo nome e dall’effetto positivo, non avevo dubbi. Ma che ciò sia dovuto allo scarso numero di parlamentari mi sembra un po’ difficile da sostenere, specie se contiamo che in Parlamento non ci finisce esattamente la crème de la crème. Comunque io non voterò, come sempre da quando vivo all’estero, e continuo a ritenere uno spreco di soldi inutili sia mettere in ballo il sistema del voto all’estero che fare questi referendum ad minchiam.

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  2. Io voterò convintamente NO per un semplice motivo: una riforma costituzionale non si fa per “risparmiare”, è semplicemente ridicolo. Per risparmiare cosa, poi? Una percentuale irrisoria del bilancio nazionale? Alla fine avremo uno dei numeri più bassi d’Europa in termini di rapporto parlamentari/cittadini, con distorsioni non da poco in termini di rappresentatività. Tutto questo in un paese che, ricordo a tutti, è una repubblica parlamentare. Solo a certi personaggi (avete capito quali) poteva venire in mente una cavolata del genere…
    Alla fine vincerà il “sì”, perché il populismo non c’è solo in Argentina, ma vedrete che il margine della vittoria sarà più basso di quello che molti si aspettano.

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    1. Devo essermi persa qualcosa negli ultimi anni perché ricordo vari grafici e articoli su come l’Italia avesse un numero di parlamentari procapite decisamente superiore agli altri paesi europei. Con gli anni, sono diventata dell’idea che più persone sono coinvolte in un progetto, più è difficile gestirlo e arrivare a decisioni efficaci e coerenti. Se poi parliamo della caratura e della trasparenza/preparazione/inclinazione al benessere collettivo dei personaggi della politica italiana, è da quando ho memoria che non ci sono grandi personaggi che hanno saputo dare una svolta positiva al paese. Sono dell’idea che l’Italia sia andata avanti *nonostante* i politici che si ritrova e non grazie ad essi. Ma questo non durerà per sempre. Comunque, sono interessata a sentire le motivazioni ragionate di chi è contro e contribuisce in Italia. Le motivazioni che leggo/sento qui sono alquanto egoiste e non fanno che confermare la mia opinione che NON si debba dare il voto a chi non contribuisce al paese. Se ho tempo, oggi pomeriggio esco e fotografo un cartellone per il NO che hanno affisso vicino a dove abito (sì, a Buenos Aires mettono i cartelloni sulle elezioni italiane).

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      1. Allora, per capire perché io voto “no”, bisognerebbe guardare la tabella contenuta in questo articolo della voce.info, che peraltro è stato pubblicato oggi con l’intenzione di sostenere il “si”:
        https://www.lavoce.info/archives/69105/perche-un-parlamento-piu-piccolo-funziona-meglio/
        Come si vede, con la vittoria del “si” noi avremmo il numero più basso di deputati tra i grandi paesi europei (gli autori giustamente sostengono che il confronto debba essere fatto tra paesi comparabili in termini di popolazione), con l’eccezione della Spagna, che però ha meno abitanti dell’Italia. E’ vero che a fronte di “soli” 400 deputati avrei 200 senatori che rialzerebbero apparentemente la rappresentatività, ma il nostro problema è il bicameralismo perfetto, che fa si che a MIO modo di vedere questi 200 non si debbano sommare ai 400, ma si debbano sovrapporre ad essi, vista la duplicazione delle funzioni di Camera e Senato. Quindi, alla fine, saremmo rappresentati due volte, o forse una volta e mezza, ma in modo ridondante e alla fine con collegi elettorali troppo estesi.
        Insomma, alla fine io non è che sia contrario alla riduzione in quanto tale, ma fatta così, per favore, proprio no… Queste non sono cose che si fanno a colpi di sforbiciate “per risparmiare”, ma evidentemente a qualcuno piace così…

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  3. I discendenti degli italiani cosa se ne farebbero della cittadinanza? Venire qui per guadagnare 800-1000 euro pagandone 700-800 di affitto? Conosco figli di italiani nati in Sudamerica che hanno lavorato in Italia e diversi di loro stanno meditando di tornarsene da dove sono venuti? Se mia moglie non facesse resistenza mi trasferirei nelle Filippine domani stesso….

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      1. La maggior parte vuole solo trasferirsi in Spagna o altrove in Europa. Il “sogno italiano” si infrange abbastanza in fretta quando vanno a fare la cittadinanza in Italia e si accorgono che gli italiani hanno dei modi bruschi e non sono molto aperti agli stranieri, o che comunque non ci sono possibilità di lavoro e quando lavori, lavori duro e non resta molto a fine mese. Molte persone in là con gli anni lo fanno anche per fare ai loro figli o nipoti la possibilità di studiare in Europa, che costa poco e garantisce un livello di formazione alto. Non ultimo, il passaporto italiano esenta dal dover richiedere il visto per entrare negli Stati Uniti, quindi gli apre anche quella porta.

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