Alguien dijo lo obvio

Buenos Aires, 9 de Octubre de 2020 – día de cuarentena número doscientos cuatro (204)

Caro diario,

l’Argentina continua in quarantena – perdón, aislamiento socialpreventivo y obligatorio, ché qualcuno ha detto al Presidente che non stava bene dire ancora quarantena perché sembrava che non fosse cambiata ‘na cippa nonostante le restrizioni imposte da sei mesi, e così… mutatis mutandis.

Il ministro della salute a livello nazionale, Ginés González García, si è distinto durante tutta l’emergenza sanitaria al punto che non lo fanno neanche più parlare in televisione. Prima ha detto che bastava una tisanina e via, che il virus qui non sarebbe mai arrivato, che era tutto sotto controllo, che non c’erano più posti letto in terapia intensiva (lieve cambio di narrativa…) ecc.

In pratica, come stiamo? Non ci si può riunire in casa con amici, ci si può spostare solo intorno a casa oppure si deve chiedere un’autorizzazione online per spostarsi e che danno anche per futili motivi come “preferisco quell’altro supermercato che sta a venti isolati”.

Come è facile immaginare, gli argentini, già con zero senso civico pre-pandemia, dopo sei mesi così non badano più a quello che dice il governo e proseguono con la loro vita nonostante tutto. Inclusi gli intrallazzi. E qui brilla il ministro della salute della città di Buenos Aires, Fernán Quirós, del partito opposto a quello di Ginés García, che riconosce che il sesso è una forma di espressione irrinunciabile e che bisogna riattivare quanto prima i telos (i motel a ore, usati dagli amanti e da chi va a prostitute), adducendo l’ovvio:

El sexo es un componente esencial para vincularse entre los seres humanos. Algunas parejas han podido sostener el distanciamiento y después no lo pudieron sostener más.”

Fernán Quirós
Fernán Quirós, ministro della salute della Città di Buenos Aires, autore della “perla”

Tradotto: piaccia o non piaccia, la gente s’ha da tr….

Tempo una settimana, i sindacati del settore non hanno tardato ad aggiungersi al coro, con vistosi cartelli in tutta la Capital (vedi copertina) che recitano, bianco su nero: “tu ne hai bisogno, e noi abbiamo bisogno di lavorare: riapertura subito!” corredati degli hashtag #quevuelvanlostelos (che tornino i motel a ore!) #telosabiertos (motel aperti!).

Conosco gente che si è fatta due o tre amanti durante la pandemia, per poi tornarsene a casa come se niente, persone che hanno rinunciato all’asado con amici solo nei primi 15 giorni di quarantena, altri che hanno invitato gli amichetti dei figli a giocare anche mentre loro stessi erano in quarantena di rientro dall’estero, altri che si sono trovati el novio (e il virus, ma vabbé) ecc.

Pare che i più focosi siano gli ebrei: loro arrivano illibati al matrimonio e diverse coppie promesse spose erano in procinto di suggellare la loro unione proprio quando los agarró la pandemia. Non potendo sposarsi, non potevano neanche avere rapporti… gli è venuto in soccorso il rabbino, che ha celebrato i matrimoni in clandestinità. E chi non voleva infrangere la legge è volato negli Stati Uniti per sposarsi lì. La soluzione c’è sempre. Basta cercarla nel posto giusto.

3 pensieri su “Alguien dijo lo obvio

    1. Non sono sicura se si alza più il cambio o qualcos’altro. Il cambio “informale” in 4 giorni è passato da 150 a 167. Credo che se iniziò a scrivere un post, ora che lo finisco devo già aggiornare tutti i numeri. La pentola sta per scoppiare…

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