Negro – VAR II

Protagonista della vicenda è il calciatore uruguaiano Edinson Cavani, di stanza al Manchester. In risposta a un tweet di un amico connazionale che si congratulava per un suo gol in una recente vittoria nel campionato inglese, il calciatore ha scritto “Gracias negrito“.

Come avevo spiegato in questo post, qui negro/a, gordo/a, flaco/a, viejo/a sono apodos comuni, nomignoli affettuosi usati alla stregua di “tipo/a” o “tale”, che non vanno interpretati letteralmente nero, grasso, magro, vecchio, rispettivamente. Ma oltreoceano non l’hanno presa bene: la federazione inglese di calcio ha multato Cavani (100 mila sterline, mica pizza e fichi), l’ha sospeso per 3 partite per “razzismo” e lo obbligherà a seguire un corso sull’inclusività.

Lui ha tolto il tweet incriminato, si è pure scusato, sono intervenute le Academia de Letras dell’Argentina e dell’Uruguay a spiegare che il termino negro/a non ha il connotato dispregiativo del nigger inglese – anzi! – ma non c’è stato verso. Anche altri personaggi di spicco del calcio, sia argentini che uruguaiani, sono intervenuti in difesa di Cavani, che ha ricevuto l’appoggio persino del Conmebol, la Confederación sudamericana de Fútbol. Tutto ciò non è valso a nulla: la sanzione, la sospensione e il corso obbligatorio sono rimasti e si è riaperta la breccia sudamericana contro gli inglesi.

Il pubblico sudamericano è quasi unanime nell’assolvere il calciatore: perché dovremmo cambiare la nostra lingua per comunicare? Solo alcuni si azzardano a dire che Cavani in Inghilterra deve adattarsi agli usi locali.

Ed eccoci al secondo VAR del blog: la parola e il voto ai lettori!

13 pensieri su “Negro – VAR II

    1. Quando ho raccontato la cosa a mio marito, è esploso: che assurdità! Col passare dei giorni è diventato un caso e adesso lo agganciano al movimento #blacklivesmatter che a mio parere non c’entra nulla. Sto pensando a un equivalente italiano per rendere meglio l’idea ma sono a corto di idee. Mi viene in mente “pistola” che in Lombardia vuol dire stupidotto e che io me lo sentivo dire affettuosamente da un amico di mio padre. Adesso probabilmente verrebbe additato come incitante alla violenza.

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      1. Pistola era persino simpatico ascoltato negli anni 90. Ricordo di averlo appreso una volta stabilitomi a Torino dalla Puglia profonda, dove gli epiteti erano molto meno smussati.

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      2. È un ricordo vecchissimo e credo fosse l’88-89; ormai “pistola” deve essere caduto in disuso perché non l’ho più ascoltato, almeno dalle mie parti (la persona che me lo diceva doveva essere del bresciano o del bergamasco, ma non sono sicura). Un altro termine simile era “piciu” (piccolo, ma anche stupido) che si usava anche affettuosamente tra amici.

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      3. Piciu si usava tantissimo a Torino. Data la mia provenienza dal Sud, ad orecchio mi sembrava alquanto “tranquillo”.. ma a Torino era l’equivalente di “minchione”.. che in Meridione e’ alquanto pesante. Come si puo’ vedere, va da regione a regione, ma anche nei contesti. Per restare in Argentina per esempio, pelotudo, e’ pesante… pero’ ci sono contesti, per lo piu’ tra amici, dove lo si adopera e nessuno si offende. Alla stazione di Recoleta, nel 2006, 15 anni fa e ben 17kg in meno (ero veramente pelle e ossa), un signore che doveva passare con il figlio per andare al bagno (il bimbo si stava per fare la pipi’ addosso), mi apostrofo’ con flaco, ma si vedeva lontano un miglio che la cosa che piu gli premeva era evitare di creare un patatrac al figlio, piuttosto che insultarmi. Oggi giorno contestualizzare, e’ una cosa che richiede molto sforzo di cervello. Tanto vale trincerarsi nei codici. Come delle scimmie nello zoo.

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      4. Interessante. Minchione è decisamente offensivo e non mi vengono in mente utilizzi innocui del vocabolo. Mi ricordo che quando appresi “minchia” fu tramite la mamma di una mia amichetta che era una mamma giovane dalla vita spigliata, che andava nei villaggi vacanza e aveva un’intensa vita amorosa. Tornò da un’estate sfoggiando questa parola (per me) esotica “minchia”, di cui ovviamente avevo frainteso il significato, poiché lei lo utilizzava come intercalare alla sorta di “accipicchia”. Mi ricordo che mia nonna mi tirò uno zoccolo addosso mentre io urlavo a squarciagola “minchia” mentre pedalavo in cortile. 😅 Meno divertente è stato il momento in cui mi ha buttato giù dalla bici e mi ha menato…

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      1. E’ la prospettiva dei popoli e delle nazioni che si pongono in prospettiva antistorica, incolpando poi il mondo e la storia dei loro mali. Mi ricorda un po’ la Spagna degli anni 50, e l’Italia degli anni ’30.

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  1. Isa tocchi tanti punti. Il politicamente corretto seppur lodevole nelle intenzioni di partenza (non urtare la sensibilita’ delle persone che hanno meno tutele) ha deragliato verso forme di fanatismo e di assolutismo, che stanno facendo precipitare il mondo, specie occidentale, verso un medioevo, diverso ovviamente da quello storico, ma non meno estremo nelle conseguenze. La storia che citi ne e’ un esempio. Anche in Francia, e’ successo un episodio simile, per via di un guardalinee rumeno, che indicava con la parole nero un giocatore (credo che anche in rumeno, come in castigliano, nero si traduca inserendo una g dopo la r). Ma questi sono episodi, che per quanto paradossali, non spiegano la gravita’ della situazione nella quale stiamo piombando. Il codice del PC ha di fatto negli anni, anestetizzato qualsiasi dibattito pubblico, perche’ esprimere opinioni e punti di vista, inevitabilmente contrasta con l’opinione e spesso anche con la sensibilita’ altrui. Cio’ ci sta portando ad autocensurarci, ad essere sempre carini, ciccini, bellini ed ini. Siamo passati dagli ismi agli ini. Ci stiamo perdedo tutti. Un’altra devastante conseguenza quella di guardare ed analizzare il passato con gli occhi dell’oggi. Nulla di piu’ sbagliato da un punto di vista storiografico. Non parliamo poi dal punto di vista psicanalitico. Ogni qual volta cerchi di rimuovere qualcosa, non fai altro che creare un’ombra gigantesca che prima o poi ti sopraffarra’. Si era partiti bene, si sta finendo in una vera e propria iattura. Avrei voluto scrivere anche io sul codice del politicamente corretto.. mi hai anticipato. Dimenticavo: Auguri di buon anno!

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    1. Buon anno anche a te! Devo dire che all’inizio anche io storcevo il naso a questi nomignoli ma poi ho capito che qui davvero non hanno automaticamente una connotazione negativa. Esiste anche qui “negro de m…” e si può usare “negro” anche per offendere, ma si desume dal contesto. Per me è stato rivelatore vedere che il nostro meccanico aveva scritto sull’insegna “Taller El Negro”. Se se lo era pure scritto in testa, di sicuro non era offensivo.

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