Ghosting

Ghosting: Comportamento di chi decide di interrompere bruscamente e senza spiegazioni una relazione (per lo più sentimentale, ma anche di amicizia o lavorativa) e di scomparire dalla vita della persona con cui si intratteneva tale relazione, rendendosi irreperibile

https://accademiadellacrusca.it/it/parole-nuove/ghosting/17818

Colpevole. E non pentita. Da quando è scoppiata la pandemia, ne ho approfittato per far sparire dalla mia vita molte persone, ma senza dirglielo… ossia, ho fatto ghosting. Non necessariamente per digressioni di opinioni, più banalmente perché ho finalmente trovato la scusa per mettere un freno a relazioni che già si trascinavano (almeno per me). Sapete quegli inviti a cui vorreste tanto dire di no, ma volete anche evitare di dovere dare spiegazioni a insistenti richieste di giustificativi, al punto che è più semplice dire di sì, sopportare per 2-3 ore e sperare di non fare danni nel mentre? Ecco.

Mi è salita un’indifferenza tale che non mi è neanche più importato della reazione altrui che, tra parentesi, non c’è stata. ZAC!

Relazioni a senso unico

In amore ma anche in amicizia, è possibile chiamare relazione un legame a senso unico? Ci sono persone che non si rendono conto di mettere a disagio gli altri con il loro comportamento e mi chiedo se non se ne accorgano o se, semplicemente, non gliene importi.

Ricordo molto bene alcune di queste, peraltro tutte donne: una che mi disse, davanti a tutti i nostri compagni di corso, che avrei fatto bene ad andare dal medico. Senza sapere che già ci andavo e che evidentemente non avevo voglia di esporre i miei affari con la classe. Più io glissavo, più lei incalzava invitandomi a prenderla sul serio perché lei aveva un’amica in cui aveva osservato lo stesso e… blahblahblah

Un’altra che disse al cameriere che io non avrei bevuto vino perché stavo prendendo dei farmaci, una balla che in realtà avevo inventato perché lei soleva sgolarsi quasi tutta la bottiglia, per poi gridare come un tenore per tutto il pasto tra gli sguardi sbalorditi degli altri clienti. Li notava, ma li attribuiva alla sua irresistibile simpatia che destava curiosità tra gli astanti. Mentre io scivolavo sotto al tavolo il più possibile, in preda all’imbarazzo.

Un’altra che davanti a un mio regalo, peraltro anche costoso e pensato, mi disse subito “non è proprio il mio genere, tienilo pure per te”. Gentile…

Possibile che tutte queste persone non si siano rese conto della mia reazione davanti a quelle parole? E dire che la mia faccia è alquanto espressiva…

Secondo voi bisognerebbe rispondere a tono e mettere subito al loro posto queste persone? Nella mia esperienza, sono alquanto permalose… una caratteristica che solgono attribuire a chi manifesta il proprio disagio di fronte ai loro comportamento. Ah, l’ironia!

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