Vuela vuela

Alla fine il volo è andato tutto bene, anzi, benissimo. Tutte le dichiarazioni giurate che ho dovuto firmare, sia online che cartacee, non me le ha chieste nessuno. Sì, in aeroporto al check-in hanno controllato che l’esame PCR fosse negativo a recente, ma non lo hanno verificato con il codice QR.

L’aereo era pieno come di consueto. La sera precedente al volo avevo effettuato il check-in online e nella scelta posti indicava il sedile centrale vuoto. Macché! Eravamo tutti stipati codo a codo (gomito a gomito). Così pure sul secondo volo per l’Italia. A Malpensa, nessun controllo. Nada, zero, zilch. L’unica cosa che ho notato è stata una termocamera con un’operatrice che controllava lo schermo.

Neanche 48 ore dal mio arrivo, e su La Nación si leggeva che il Governo stava parlando di limitare l’ingresso di viaggiatori dall’estero a 600 persone al giorno e di imporre una quarantena obbligatoria di 10 giorni negli hotel designati dal Governo, a spese dell’interessato. Questo solo per via aerea, dato che le frontiere di terra sono ufficialmente chiuse (ovviamente la gente passa di contrabbando, dato che chi vive nei confini montagnosi non può andare tanto per il sottile quando c’è un’unica strada che ti porta al mercato).

Chi conosce l’Argentina e il governo argentino, sa che quando La Nación scrive “si rumoreggia che il Governo sta valutando di…” significa che entro 24 ore si leggerà “Ieri il presidente ha firmato un DNU (sorta di decreto-legge) in cui è stato deciso che…“. E così è stato.

600 persone equivalgono a tre aerei, ossia una riduzione del 70% dei voli in arrivo nel Paese, che dall’inizio della pandemia sono stati drasticamente ridotti. Per dire, prima entravano 2000 persone al giorno, ossia 10 aerei. Una miseria.

Migraciones, la Farnesina de noiartri, ha avvisato che ci sono 45 mila Argentini interessati dal nuovo DNU: tutti quelli che hanno viaggiato negli ultimi 4 mesi e che ora si trovano varados en el exterior (bloccati all’estero). Sempre da Migraciones, dicono che nella DDJJ (declaración jurada) era indicato chiaramente nei Termini e condizioni (sì, c’è proprio un paragrafo che si intitola così) che il viaggiatore dichiarava di essere al corrente che vi è una pandemia in atto e che il Governo argentino aveva adottato delle misure straordinarie per farvi fronte, e che si assumeva il rischio e la responsabilità delle eventuali conseguenze economiche per chi viaggia all’estero nonostante tutto e che non ci sarebbero stati voli di rimpatrio. Come a dire: esci pure, ma se ti metti nei guai, non venirmi a chiamare.

“La gente, cuando sale, firma una declaración jurada donde acepta que puede haber una reducción de vuelos, y que se hacen cargo económica y sanitariamente de todas las consecuencias,

Florencia Carignano, responsabile della Dirección Nacional de Migraciones

Se dispondrá un cupo de seiscientas (600) plazas diarias en vuelos de pasajeros para el reingreso al territorio nacional de los argentinos, las argentinas y residentes que se encuentren en el exterior.

Un (1) buque de pasajeros/as semanal internacional.

El ingreso de personas y/o medios de transportes autorizados estará suspendido al estricto cumplimiento de las condiciones vigentes.

Los gobiernos provinciales y de la Ciudad de Buenos Aires podrán establecer los lugares en los que, quienes ingresen al territorio nacional entre el 1º de julio y el 31 de agosto del corriente año, deberán realizar la cuarentena.

El costo asociado a la estadía en el lugar destinado a realizar la cuarentena deberá ser asumido por la persona que ingresa al país.

La nuova DDJJ – Fonte: La Nación

Tra i motivi del viaggio selezionabili sulla DDJJ non c’era “per motivi di salute”. L’opzione più prossima era Turismo. Un’attività ritenuta deprecabile in tempo di pandemia, soprattutto in Argentina dove si considera riservata ai ricchi-capitalisti-oppressori-e-sfruttatori-delle-fasce-più-basse-della-popolazione-e-per-questo-nemici-della patria-e-del popolo. Migraciones e il Governo continuano a parlare male di chi viaggia in tempo di pandemia, senza considerare che qualcuno viaggia perché ne ha bisogno: va a farsi curare o impiantare un dispositivo medico che in Argentina non esiste ancora (e forse non arriverà per molti anni), va a farsi vaccinare perché in Argentina i vaccini sono stati rubati e “regalati” agli amici, perché l’Argentina paga il prezzo delle pessime relazioni internazionali di questo Governo con il primo mondo e le democrazie occidentali, ottenendo solo vaccini da Russia, Cina e Venezuela, bruciando i ponti con gli Stati Uniti e pregiudicandosi l’arrivo di Pfizer con una querelle legale sui termini di fornitura che si protrae da oltre un anno.

Leggi su LN: El castigo al “turista”, otro hito de la singularidad argentina di Martín Rodríguez Yebra

Ironicamente, la Ministra di Migraciones ha dichiarato che è una buona cosa che la gente vada a farsi vaccinare all’estero, così liberano vaccini per gli argentini in Argentina che non possono viaggiare. E che non hanno le amicizie giuste, aggiungiamo.

Se pensate che sia solo una posizione politica difensori-dei-poveri-ma-miliardari vs. tutti gli altri, vi sbagliate. Molti argentini ODIANO chi viaggia. Lo considerano deprecabile quanto la pedofilia. Tanto più in tempo di pandemia. Mi capita di leggere su gruppi di Facebook di vere e proprie aggressioni nei confronti di chi fa domande relative a un viaggio (dove posso fare il test? con quanto anticipo devo recarmi in aeroporto? ecc.)

Sempre su LN: le reazioni degli argentini sulle reti sociali al tetto di 600 passeggeri che blocca 45 mila coniazioni all’estero.

Riporto qualche esempio con relativa traduzione di questa narrativa dell’odio di classe ai tempi del coronavirus.

Argentini che restano bloccati fuori dal paese che odiano: una buona notizia.

🧘🏻‍♀️Lasciar passare la discussione sull’1% con più privilegi del Paese.🧘🏻‍♀️

Cose che mi importano meno di zero: argentini bloccati all’estero perché sono andati in vacanza in piena pandemia.

Quelli che sono rimasti bloccati all’estero non possono mettersi a fare il lavapiatti e diventare milionari dato che lì si vive meglio?

Che quelli che sono rimasti bloccati imparino a vivere nell’incertezza… e che se la godano!

Quello che mi fa ridere è che quelli rimasti bloccati, che sono l’1% della popolazione che però mette a rischio noi, ci chiedano di empatizzare con loro, quando tutto ciò è iniziato perché non hanno saputo aspettare il loro turno come noi tutti. Godetevi Miami! 👋🏻

Oggi ho fatto un bagno di lacrime, lacrime dei fighettX rimasti bloccati all’estero.

Sei partito? Pensavi di essere superiore. In Argentina non ci entri!

Dalla mia, non ritengo una cosa deprecabile il turismo dei vaccini: lo ritengo una necessità. E non tutti quelli che hanno viaggiato, o che hanno (avevano?) in programma di farlo viaggiano per sfizio. Nel mio caso, lo stress dei preparativi per il viaggio, questa volta complicati dalla logistica del covid e dal rischio del viaggio in sé, mi hanno regalato più di qualche capello bianco e un nervoso che mi ha divorato per tre settimane prima di partire e ora, grazie al Governo Argentino, pure in quelle successive al mio arrivo. Per la cronaca, sono una di quelle persone che hanno dovuto selezionare Turismo perché non si poteva indicare Per motivi medici, come era invece possibile nella dichiarazione da compilare online per entrare in Italia.

Tutto questo getta benzina sul fuoco sulla dialettica: se viaggi sei ricco e vuoi fottere i tuoi connazionali. E ancora di già ne gettano i dati appena diffusi sul motivo di viaggio indicato sulla DDJJ da chi ha volato negli ultimi mesi:

El Gobierno difundió esta tarde un listado de los motivos declarados por las personas que salieron del país en el último mes donde se consigna que el 60% lo hizo con fines vacacionales. Según la información difundida por la Dirección Nacional de Migraciones, 44.242 son las que salieron del país entre el 28 de mayo y este lunes.

De ese total, 26.528 declararon que la finalidad del viaje era turismo, 6840 (15%) salieron por trabajo, 6273 (14%) por residencia, 2506 (6%) por mudanza, 1308 (3%) por estudio y 787 (2%) con otros fines.

Fonte: La Nación

E, come me, hanno viaggiato un insulinodipendente bloccato a Miami a cui sta finendo la scorta di insulina (e l’assicurazione medica da viaggio non gliela paga), una ragazzina che i genitori hanno portato a vaccinarsi in Florida perché ha gravi problemi cardiaci e in Argentina non l’avevano ancora chiamata a vaccinarsi. Gente rimasta senza lavoro in Argentina che cercava di raccogliere informazioni in loco per rifarsi una vita all’estero, studenti che dovevano rientrare dopo un periodo all’estero.

Sapete qual è la cosa curiosa? Che in Italia, dove ti vaccinano con Pfizer e Moderna, la gente cancella l’appuntamento per la prima dose (o, peggio, dà proprio buca rischiando di sprecarla) perché gli imporrebbe il richiamo ad agosto, durante le ferie.

Una di queste dosi l’ho presa io, a 72 ore dal mio arrivo. Grazie, Regione Lombardia! 💜

7 pensieri su “Vuela vuela

  1. Scusate se entro a gamba tesa per fare alcune precisazioni, ma non credo che l’Argentina importi vaccini dal Venezuela, dato che in quel paese, come diciamo qua nella capitale, non hanno “manco l’occhi pe’ piagne”. Forse l’autrice del blog si riferiva a Cuba, con cui credo il governo argentino sia in trattative.
    L’Argentina invece riceve vaccini AstraZeneca dalla piattaforma Covax, che è un programma internazionale sostenuto dalle Nazioni Unite di aiuto alle nazioni a reddito basso e medio (come è appunto l’Argentina). Naturalmente la tendenza del governo argentino è quella di mettere soprattutto in luce il contributo dato da Sputnik per ragioni puramente politiche e ideologiche. Su questo tema si potrebbe discutere a lungo, ma posso solo dire che siamo nella tipica mentalità anti-atlantista di una buona parte del peronismo “movimentista”, e mi fermo qua. L’autrice del blog sa bene a cosa mi riferisco.
    L’idea di contingentare l’accesso dall’estero a sole 600 persone al giorno, includendo in questo limite gli stessi cittadini argentini residenti nella stessa Argentina mi sembra follia pura. Tra l’altro sono venuto a sapere che in questo tetto non rientra chi riesce ad entrare nel Paese tramite voli privati, per cui i super-ricchi possono stare relativamente tranquilli. Ma d’altra parte per una buona parte del peronismo queste sono cose normali, compresa quella parte che pensa di essere di sinistra e con la quale io (poco avvezzo ai massimalismi, ma se dovessi usare una categoria politica “classica” mi potrei definire un “socialdemocratico europeo”, di quelli all’antica) mi sono sempre trovato in contrasto dialettico, nel senso hegeliano del termine.
    Infine, riguardo alle frasi sugli argentini “colpevoli” di viaggiare, direi che trattandosi di cose diffuse sulle reti sociali, dove ben sappiamo che gira di tutto, non dobbiamo stupirci neanche un po’. Ho visto di peggio leggendo alcuni commenti di lettori di Pagina/12 sulla tragedia del condominio crollato a Miami, dove sono purtroppo morti anche degli argentini, con qualcuno che addirittura definiva le vittime dei “figli di p…” (sic!) di cui l’Argentina poteva fare benissimo fare a meno, con un cinismo e una mancanza di rispetto agghiaccianti. Tutto questo nell’ambito di commenti che in teoria dovrebbero essere riservati ai soli abbonati del giornale, e che quindi dovrebbero essere ampiamente moderati da qualcuno che si dovrebbe fare responsabile della cosa… Che dire?

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      1. Mi sembra di capire, invece, che da Cuba non arriverà un bel niente e che invece arriveranno vaccini da Pfizer e Moderna. Meglio tardi che mai. Dopo aver sbandierato un po’ di “defensa de la soberania”, concetto tanto caro ai peronisti, si sta tornando indietro, almeno da quello che leggo.
        Oh, io poi sono uno che pensa che dal punto di vista pratico se il vaccino cubano funzionasse… ma perché no? Non ho nessuna simpatia per i regimi illiberali e autocratici, ma in questo momento bisogna acchiappare tutto quello che passa il convento, ovviamente se ne è dimostrata la validità. Vale ovviamente anche per Sputnik, che sembra essere un ottimo vaccino (quando c’è, perché è difficile da produrre, soprattutto per un paese come la Russia che non ha la capacità industriale adeguata).

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      2. Cuba è nei guai per altri motivi, adesso – immagini agghiaccianti… un paese dove apparentemente va tutto bene e trionfa l’uguaglianza socialista, ossia sono tutti poveri in canna, tranne i figli di Castro.

        Il problema grosso dei vaccini dell’asse Commie (Cina, Russia, Cuba, Argentina) è che a detta dei Commie sono efficacissimi (98% e oltre), mentre a detta degli Europei e nordamericani, non valgono una pippa (66% quando va bene). Inoltre in Argentina hanno fatto dei miscugli accidentali e no (tipo prima dose Sputnik, seconda dose Sinopharm, oppure due prime dosi di Sputnik perché il componente della seconda dose non era arrivato) ALLA CIECA. Ovviamente dopo che emergono queste cose trovano sempre “l’esperto” che rassicura la popolazione che non c’è nessun pericolo, anzi, è beneficiale mischiare.
        È davvero difficile credere che con tutto il mondo che cerca di accaparrarsi vaccini, i migliori li diano proprio all’Argentina…

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  2. Cuba è nei guai da un pezzo. Però se per “commie” intendi “comunisti” posso dirti che, si, Cuba è un paese comunista, la Cina lo è almeno dal punto di vista formale (se non altro perché il sistema oligarchico che lo governa si autodefinisce tale), ma Russia e Argentina mi sa proprio di no…
    En passant, Cuba è un paese comunista grazie alle sanzioni USA, altrimenti da un pezzo che quel paese avrebbe preso un altro corso. Leggi, se puoi, l’intervista a Staino su Repubblica di ieri.

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    1. C’è il paywall. È vero che l’Argentina e la Russia non sono comuniste nel senso letterale del termine, ma non saprei con quale termine individuare tutti questi paesi che hanno in comune una sola cosa: dire di difendere il popolo e lottare per il loro progresso e benessere ma al contrario aumentare la povertà e la disuguaglianza con pratiche poco trasparenti.

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