Esperanza

Sono sette anni che vivo in Argentina e l’ho vista quasi vincere mondiali e coppe Americhe già quattro volte. Appena arrivata, alla scuola di lingue avevano avvisato che in caso di vittoria dei Mondiali (parliamo del 2014) la lezione del lunedì non ci sarebbe stata. O meglio, non ci sarebbe potuta essere poiché il Paese avrebbe festeggiato tutta la notte e la mattina seguente, paralizzando i trasporti pubblici in città. E lunedì ci fu lezione, in un clima da funerale.

Nel 2016, Copa América Centenario. Argentina-Cile persa ai rigori (penales). D-I N-U-O-V-O. Ve lo ricordate?

L’anno seguente la Selección è arrivata in finale di Copa America contro il Cile. E ha perso ai rigori (penales).

Mondiali 2018: dato che i giocatori erano gli stessi del 2014, ho programmato il mio viaggio in Italia in modo da assicurarmi di essere di ritorno in Argentina per la finale. Che la Selección non ha visto neanche con il binocolo, perché si è arenata agli ottavi. Per dire: l’Uruguay, è arrivato almeno ai quarti.

Copa América 2019: un terzo posto con disonore.

E adesso ci troviamo alla vigilia della finale di Copa América 2021, che sarà DOMANI contro il Brasile al Maracaná di Rio de Janeiro. A sorpresa, dato che non ne avevo tenuto conto affatto (ero troppo presa dai preparativi di viaggio in tempi di pandemia). E dire che quest’anno dovevamo ospitarla noi, la Copa América, ma data la situazione sanitaria si è ritenuto inappropriato ospitare un evento sportivo così grande. Bolsonaro invece non s’è fatto problemi e quindi tutti in Brasile.

Ripasso le seguenti circostanze speciali:

  1. C’è una finale in cui gioca la Selección e non sono in Argentina. Avrei tanto voluto vedere il Paese festeggiare. Ne abbiamo bisogno. Se non nel calcio, in che cosa possiamo trionfare? A parte nelle statistiche sull’inflazione…
  2. Maradona è morto. Forse la Iglesia maradoniana adesso ha davvero un santo in grado di compiere il miracolo.
  3. Messi ha vinto di tutto con il Barça, ma ancora niente con la Selección. Il Paese lo accompagna ogni volta, e ogni volta finisce in lacrime e/o delusione. Aveva pure detto, dopo la quarta finale persa, che non ci avrebbe più giocato. Invece è ancora qui, solo con 34 anni e senza contratto. In pratica, l’ultima partita prima della pensione.
  4. Come sopra: Maradona è morto. Ci meritiamo un premio per avere dato al mondo il più grande calciatore di sempre.

Secondo voi, Maradona è diventato santo per davvero? Ci proteggerà? Nel dubbio, domani ore 2 italiane potete sognare il risultato e poi controllare al risveglio cos’è accaduto veramente.

Oppure potete venire a vedere al finale al bar cinese a fianco del Don Juan a Milano. Perché ovunque uno vada, c’è sempre un cinese aperto quando gli altri dormono e ci meritiamo un po’ di felicità. E soprattutto un bendito trofeo prima che la pulga (Messi) si ritiri.

San Expedito, santo patrono delle cause giuste e urgenti, il mio santo preferito. Lo metto qui, nel caso serva.

Se volete leggere tutto lo storico delle prestazioni della Selección, Wikipedia è vostra amica.

3 pensieri su “Esperanza

  1. Post bello come sempre ma…penali proprio non si può leggere…in italiano si dice rigori. Aggiornaci più spesso, siamo sempre affamati di news dall’Argentina!

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