Faena

L’episodio che sto per raccontare è accaduto realmente due giorni fa (e non è il primo di questo tipo!) ed è descritto in questo articolo su La Nación.


Non c’entra il lussuoso Hotel Faena di Puerto Madero. Immaginatevi piuttosto il paesino di Pinto, provincia di Santiago del Estero, poco più di 3600 abitanti, a circa 250 km dalla capitale della provincia.

Strade in terra battuta, clima sui 30 gradi, prati radi, campo da calcio, una stazione ferroviaria vecchia di secoli che vede passare solo treni merci vetusti a passo lento.

L’accaduto ha dell’incredibile. Anzi, ha due volte dell’incredibile. Primo perché in mezzo a questo deserto c’è stato un incidente stradale. Ma non un incidente tra due veicoli qualsiasi: tra un treno merci e un camion di bestiame. Entrambi grossi e lenti, credo possiamo escludere che fossero di fattura recente e considerare che entrambi stessero percorrendo vie malmesse, per cui che procedessero a passo lento. Eppure il conducente del camion assicura di non avere notato l’avanzare del treno.

Il treno era carico di soia mentre il camion trasportava vacche dalla provincia di Santa Fe. I conducenti dei mezzi sono rimasti illesi, mentre le bestie sono rimaste intrappolate nella gabbia di ferraglia. Alcune sono fuggite, altre sono morte nell’impatto e altre ancora sono state ferite.

Gli abitanti di Pinto sono corsi a casa a prendere i coltelli hanno assaltato il camion e cominciato a fare a pezzi le vacche. I più provvidi si sono portati dei sacchetti da casa, i meno preparati si sono direttamente caricati in spalla le carcasse.

Le autorità non risultano essere intervenute. I giornalisti hanno però intervistato uno specialista nel benessere animale nonché consulente in materia di salute e benessere animale di un’associazione per la carne sostenibile, il quale ha ritenuto opportuno commentare l’accaduto ricordando che la macellazione (faena) deve essere eseguita seguendo rigide norme per garantire il benessere dell’animale quando viene ucciso, rigorose norme igieniche e la supervisione di un medico veterinario per garantirne l’innocuità e la qualità e sottolineando che nessuno di questi requisiti è stato rispettato (ma dai!) e che è stato commesso il reato penale di maltrattamento di animali.

Aspetto di leggere le conseguenze per i macellai improvvisati di Pinto, che staranno tremando a leggere le parole dell’esperto, tra un asado e l’altro. Prendo una sedia!

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