Dark

Tra gli aspetti che riescono a farmi sentire diversa in Argentina c’è quello dell’assenza di movimenti musicali “cupi” che sono stati invece un passaggio quasi obbligato per molti adolescenti europei. Per ragioni di età posso portarvi solo esempi a me familiari, come i Nirvana, i Sex Pistols, i Cure, i Metallica, i Pantera, i Linkin Park, i Green Day, i Verve, i System of a Down, ma anche i più blandi Oasis o gli Smashing Pumpkin. Insomma, qualsiasi musica aggressiva, rabbiosa, tetra, che affronti temi cupi come la solitudine, la violenza, l’emarginazione, l’autolesionismo, i problemi relazionali e sociali, il disagio giovanile.

In otto anni in Argentina, avrò incontrato dei punk o dei metallari solo due volte (complessivamente). Sicuramente c’è chi ascolta queste band, dato che ogni tanto vedo poster che annunciano tributi a questo o quel gruppo. Ma sembra quasi un evento meramente musicale non associato alla sfera emotiva attraverso cui un adolescente europeo tipico prima o poi passa. Non vedo né adolescenti argentini vestiti di nero o borchiati, né ho mai incontrato miei coetanei argentini che condividessero la stessa associazione musicale con il periodo buio della crescita (adolescenza).

Forse qui il clima favorevole e la buena onda vincono il pessimismo di quei gruppi che invece trovava terreno fertile nel freddo nord America o in Europa. Se notate, la musica si fa più cupa più al nord (freddo) si va, con la Scandinavia dominata dal metal, la piovosa Gran Bretagna con i suoi gruppi di anime tormentate e spesso con problemi di alcol, gli Stati Uniti con i giovani tra droghe, feste e il vuoto emozionale.

L’Italia non avrà prodotto grandi artisti in quei generi (a parte i Lacuna Coil), ma ricordo un nutritissimo seguito tra i miei amici e coetanei: ognuno aveva i suoi preferiti, qualcuno era grunge, qualcuno dark, qualcuno metallaro… ma tutti eravamo accomunati dal patema esistenziale adolescenziale e ci riconoscevamo in questi musicisti tormentanti.

–> Map of Heavy Metal Bands By Country Per Capita

Qui invece spopolano le canzonette d’amore dal ritmo caraibico (cumbia) ed è tutta una allegria tra alcol, droga e gnocca. Per l’associazione narcotraffico-latini, i vari rapper parlano di povertà, di crescere nelle favelas, tra armi, droga, amori preococi, carcere e codici d’onore.

Da qui i generi cumbia villera (delle villas, come chiamano le favelas in Argentina) e la cumbia tumbera (delle tumbas, come chiamano le carceri in lunfardo). Il rapper cumbiero che sta andando per la maggiore è L-Gante (Elián Valenzuela) che ha la faccia del tipico chorro (delinquente) delle favelas.

3 pensieri su “Dark

  1. Ho pensato tante volte a questa cosa della musica “di formazione” europea, ed è proprio vero! Qui a Miami sono molto popolari i trapper incazzati come dici tu, ed è tutto un tripudio di droghe, macchine di lusso e donne fighe e seminude. Però mi sa che ora in Italia non è troppo dissimile sai… forse siamo semplicemente cresciute in un’epoca diversa?

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  2. Interessantissimo questo confronto tra culture, che ci doni tu che ne condividi due. Non leggevo qualcosa di così approfondito dal discorso di Nietzsche sul ‘genio del denaro’ degli ebrei, genio che hanno sviluppato loro malgrado e per forza di cose, ma che pure hanno sviluppato.
    Pur essendo italiano e 42enne mi lamento come un adolescente della vita e tendo a parlare di me, dei mali che mi affliggono e dei miei difetti, che mi atterriscono. Credo che ciò faccia di me un buon europeo e un cattivo latinoamericano.

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