Up and down

Niente di nuovo sul fronte occidentale australe. Solito scossone all’economia argentina a seguito dell’annuncio delle dimissioni del Ministro dell’Economia Martín Guzman. Annuncio, peraltro, in data infausta: il venerdì sera del primo luglio. Nel fine settimana le borse sono chiuse e il 4 luglio è festa nazionale negli Stati Uniti, e Wall Street è la borsa più importante al mondo (specie per l’Argentina), per cui il Paese è stato in balia di uno tsunami economico nell’attesa della riapertura dei mercati. Quanto sarebbe valso il peso il 5 luglio? Intanto, il 4 luglio, che qui era un giorno lavorativo come un altro, se ne sono viste di tutti i colori perché la speculazione imperversava e le quotazioni del dolar blue sparavano qualsiasi numero. Qui a sinistra, la schermata di Ámbito financero alle 11:16 del 4 luglio (prima quotazione del giorno).

Tra quotazioni del dollaro blu schizzate del 17% e oltre nel giro di poche ore (e poi ridiscese), merci ritirate dai negozi perché non si sapeva a che prezzo venderle, negozi che direttamente sono rimasti con la saracinesca abbassata di fronte all’incertezza del valore dei prodotti e di quanto sarebbe costato riporli, e altri, più spavaldi, che hanno aperto ma hanno messo i cartelli “tutti i prezzi aumentati del 20%” oppure “prezzi validi solo per oggi”, “oggi si accettano solo contanti”.

Quando ci sono questi sussulti, gli argentini sanno che è l’ora di spendere perché non si sa cosa succederà domani. La domenica i centri commerciali sono stati affollati di gente che si affrettava a comprare al prezzo del venerdì, temendo che da lunedì (o martedì) tutto sarebbe schizzato alle stelle.

Andamento del dollaro parallelo nell’ultima settimana

Andamento del dollaro parallelo nell’ultimo anno

Comprato il 4 luglio

Dopo un fine settimana di torpore (sì, siamo ancora così stupidi, dopo otto anni qui), lunedì mi sono illuminata e ho detto: bisogna comprare prima che ritocchino i prezzi. Cancellati tutti i piani della giornata a favore dello shopping: centri commerciali ma anche negozi di quartiere. Abbiamo fatto incetta di tutto quanto avevamo in programma di prendere da tempo, dietro l’incitamento forzoso dell’economia.

La calma della settimana dopo

Scrivo questo post l’8 luglio, esattamente una settimana dopo l’annuncio che ha scatenato lo tsunami. Questa mattina Ámbito financero dà il dollaro a 247 e 257, prezzo di acquisto e di vendita, rispettivamente. Il che vuol dire che se cambiate con un amico, otterrete 252 pesos per ogni dollaro. Il dollaro ufficiale, invece, sembra vivere di vita propria: oggi vale meno della metà del parallelo (o informal, o blue, o addirittura ilegal, come lo hanno chiamato per un certo tempo su Página 12). Si parla di brecha cambiaria (lett. breccia cambiaria, nel senso di divario tra il cambio ufficiale e quello “reale” informale) e qui è un valore importante: una brecha superiore al 100% indica un’economia cambiaria molto malata. Perché esiste la brecha? Perché il Governo implementa restrizioni allo scambio di valuta che obbligano le persone a cercare vie alternative per procurarsi i dollari: le cuevas, gli arbolitos, il cambio con gli amici. Tutte queste alternative alimentano il cosiddetto mercato parallelo.

Confronto tra l’andamento del dolar informal e del dolar oficial nell’ultima settimana. Se il parallelo è variato da 239 a 257 (∆ = +7,01%), l’ufficiale è passato appena da 130,69 a 133,27 (∆ = +1,94%) (periodo 1° luglio – 8 luglio 2022).

Lies lies lies (overshooting o sobrereacción)

E come sempre, tutto è avvolto nella nebbia: primo perché il dollaro parallelo è un po’ come il segreto di pulcinella: il Governo sa che esiste ma finge di non (ri)conoscerlo, ma tutti ne parlano e tutti lo usano. Ma qual è il valore del dollaro parallelo e come si determina?

Qui è dove la faccenda si fa nebulosa: non essendo un valore riconosciuto a livello istituzionale, non esiste una fonte ufficiale che dica “il dollaro parallelo oggi vale tot”. Sono tutti dati raccolti da non precisate fonti, umori di mercato, voci di corridoio tra gli operatori del settore, presumibilmente operatori cambiari e borsistitici di grosso calibro, sulla base di valutazioni di polso non specificate. Occorre quindi consultare più siti per ottenere un valore plausibile. Che non è detto vi riconosceranno al momento di cambiare nelle cuevas.

Siti da consultare:

La Nación – quotidiano nazionale, pagina “dolar blue hoy”

Clarín – quotidiano nazionale

Ámbito financero – sito di finanza argentina

Dolarito.ar – sito dedicato esclusivamente alle quotazioni dei vari tipi di dollaro

Se per esempio confrontate la prima immagine di questo post, che è un cattura fatta dal mio cellulare il 4 luglio alle 11:16, noterete un valore intermedio di 265 pesos, mentre nel grafico dell’andamento settimanale del dollaro parallelo, il picco è a 260 (entrambi dal sito di ambito.com).

Quando la volatilità cambiaria è così elevata si parla di overshooting (sobrereacción in spagnolo). Ma come si traduce per noi poveri cristiani? Alcune merci possono sparire dagli scaffali di fronte all’incertezza del loro valore di vendita e di approvvigionamento, o perché non si sa se sarà possibile importarle di nuovo e quando. I prezzi nei negozi aumentano “a piacere”: lo stesso prodotto, nel locale a fianco più costare un 30% in più. I servizi privati aumentano improvvisamente: l’assicurazione medica mi ha comunicato che il Governo gli ha autorizzato un incremento dell’11% della quota mensile. Le persone vogliono disfarsi dei pesos o comprando i dollari o spendendo i pesos che hanno. I piani di acquisto a rate sono sospesi: considerato che qui si pagano a rate anche 5 dollari di ceretta, molte persone si ritroveranno a non potersi più permettere certi acquisti ingenti (come le vacanze, sempre pagate a rate in passato).

La nuova ministra dell’Economia ha dichiarato che le esigenze di viaggio all’estero degli Argentini sono in conflitto con le esigenze economiche del Paese. Il che si traduce in probabili nuove imposte a chi vuole spendere i suoi pesos all’estero (il governo argentino deve sborsare dollari).

Impuesto país e dolar solidario

Ovvero come metterla nel c…o facendoti sentire patriottico.

Gli argentini sono già vessati di imposte draconiane, come l’impuesto PAÍS (Para una Argentina Inclusiva y Solidaria), un incremento in pesos del 30% sugli acquisti di dollari a scopo di risparmio (dolar solidario), e un incremento in pesos del 35% sugli acquisti all’estero effettuati utilizzando una carta di debito o di credito argentina. In altre parole: il Governo “manipola” il valore del dollaro ufficiale tenendolo basso, ma alla ora de cobrar (riscuotere), lo aumenta con imposte ad hoc per avvicinarlo al valore del parallelo (reale).

Spiegato in parole semplici:

Se un argentino utilizza la sua carta di debito o credito argentina per fare un acquisto di 100 USD all’estero, pur essendo il cambio ufficiale a 127,27, sulla sua carta non saranno addebitati 127.270 pesos, bensì un 35% in più. (Ci sono poi categorie di acquisti particolari con percentuali diverse, questo esempio è solo per dare un’idea.)

Così, per esempio, se io mi volessi comprare un biglietto aereo per venire in Italia, non bisogna pensare che a comprarlo in pesos lo paghi la metà in virtù della brecha cambiaria. Prendiamo questo biglietto Buenos Aires – Milano che in dollari costa 1355 USD e che al cambio ufficiale attuale (127) corrisponderebbe a 172.085 ARS.

Se lo volessi acquistare in Argentina (utilizzando una carta argentina o andando a un’agenzia di viaggi in Argentina), lo pagherei 279.000 pesos, ossia a un cambio di 205,90… ben lontano dall’ufficiale (127)!

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6 pensieri su “Up and down

    1. Pensa io che non ho neanche mai studiato economia. Eppure da quando vivo qui devo navigare a vista con il cambio. Nulla ha senso: cosa “è conveniente” e cosa no? Comunque oggi il cambio è a 332-338, solo che mi sono rotta di parlarne perché sono numero senza senso. S

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