Consigli ai turisti

Il blog nasceva per questo fine e gran parte delle visite si devono ai post vecchi a carattere turistico. Negli ultimi anni ho viaggiato poco e niente, ma qualche consiglio da dare ce l’ho ancora.

1. Cash is king

In questo paese si vive di contanti (efectivo, ef.vo, contado). Soprattutto se siete stranieri. Dimenticate le carte estere a casa, venite con un bel malloppo di biglietti da 100 dollari o euro e cambiateli in una cueva. Portate banconote in buono stato altrimenti saranno valutate meno. Se portate dollari, che siano banconote recenti, con la striscia di sicurezza blu, o almeno banconote con il Benjamin Franklin grande. Più sono vecchie le banconote, meno vengono valutate. Anche se nel resto del mondo cento dollari sono sempre cento dollari. Che vi devo dire, siamo affamati di dollari ma pur sempre schizzinosi…

Non fatevi spennare con il cambio ufficiale delle case di cambio, degli alberghi e degli aeroporti. Date un’occhiata a pagine come quella del dollaro su La Nación per avere la quotazione aggiornata del cambio parallelo (dólar blue).
Anche quando fate acquisti potrebbero esserci sconti se pagate in contanti, a volte anche del 15%. Questo perché è illegale praticare ricarichi in caso di pagamento con le carte, ma non di fare sconti in caso di pagamenti con i contanti (wink wink!)

2. La Patagonia? Meglio il nord

Gli europei hanno il mito della Patagonia, ma io sarò onesta e vi dirò l’ovvio: il vero tesoro dell’Argentina sta al Nord. Che sia il Nord-ovest verso le Ande o il nord delle cascate di Iguazú, o ancora la Valle della Luna e Talampaya con i fossili dei dinosauri, o gli humedales di Corrientes… i paesaggi più unici li vedrete andando verso l’equatore e non verso l’Antartide. A me sembra sempre un grande spreco leggere di settimane perse in Patagonia e zero, ma proprio ZERO giorni a nord di Buenos Aires. La Patagonia è enorme, desolata e i tempi di viaggio lunghissimi. Passerete più tempo sui bus che a terra. Nel Nord troverete varietà di paesaggi, una cultura millenaria, fossili, resti di civiltà andine, montagne e animali strani.

Bonus point: il nord è più economico del sud!

3. La capitale della pizza è Buenos Aires

La pizza si mangia ovunque, ma la capitale della pizza argentina è Buenos Aires. Sull’Avenida Corrientes troverete una sfilza di pizzerie (un po’ meno dopo la pandemia) e una volta all’anno si organizza pure la Maratona della pizza per decidere chi fa la migliore muzzarela e la migliore fugazzeta. Ma le pizze sono buone quanto i loro maestros pizzeros in servizio e attualmente io mi sento di consigliavi un solo posto: Las Cuartetas, Av. Corrientes 838, tutti i giorni dalle 11 a mezzanotte (lun-gio) o l’una (ven-dom).

La muzzarela grande (8 porzioni) al molde de Las cuartetas

Se state morendo di fame o siete in Argentina per un tempo prolungato, provate pure altri posti e altri stili di pizza (a la piedra, napoletana ecc.), ma se avete una sola occasione di mangiare la pizza argentina, Las Cuertetas è il vostro posto. E per avere garanzie di godimento, non prendete le porzioni, che potrebbero essere riscaldate e vecchie: sedetevi nel salone (oltrepassate il forno, ci sono altri due stanzoni) e ordinate una muzzarella e una fugazzeta. In due, con fame, con una muzza chica e una fugazzeta chica ne usciamo due happy campers.

Se volete fare i locali, accompagnate la pizza con una cerveza tirada (birra alla spina, hanno solo la Quilmes) o en botella (imbottigliata, più scelta di marche) oppure con un quartino o un mezzo litro di moscato (tipo il nostro vin santo) che picchia di brutto. Non si usa molto bere il vino con la pizza, ma se siete in vena… perché no. Qui il vino è sempre rosso (tinto) e nei posti più alla buona offrono pure il patero (vino economico), allungato con acqua gassata (soda) e/o con ghiaccio (hielo).

Nessun problema nel chiedere di portare via gli avanzi o di ordinare più piatti a più riprese. I camerieri sono abituati a richieste centellinate.

4. La mancia? 10%

In Argentina si suole lasciare la mancia del 10% in tutti i posti dove si viene serviti, non importa quanto modesti: bar, pizzerie, ristoranti… tutti si aspettano la mancia. Non ve la chiederanno con insistenza come negli Stati Uniti (eccetto magari in qualche posto solo per turisti), ma non ci piove: la propina va lasciata. Sempre.

5. Taxi: la benedizione

I taxi sono molto economici e si trovano facilmente a tutte le ore. Potete scaricare l’app di BA Taxi per richiederne uno, ma costa uguale che fermarli per strada. In generale, sono sicuri e hanno tutti il tassametro in vista. Se sono disponibili, vedrete il display LIBRE acceso: protendete il braccio e fate un cenno perché si fermi.

Approfittatene per spostarvi per la città velocemente. I tassisti sono anche socievoli e loquaci. Cercate di pagare con tagli giusti e non troppo grossi, onde evitare che vi rifilino una banconota falsa (scambiandola con la vostra vera) dicendovi che non hanno resto…

6. Seguite il gregge

Se di New York tuttora si dice che è la città che non dorme mai, a Buenos Aires ci si riposa spesso e volentieri. Ristoranti aperti solo tre sere alla settimana, che aprono alle 20.30 e chiudono a mezzanotte, e pranzi che non iniziano prima delle 13. Fate lo sforzo di sintonizzarvi sugli orari argentini per approfittare dei forni caldi e delle cucine che funzionano a pieno regime. Non fate gli stranieri che si siedono alle 11.30 per una grigliata: vi serviranno (se avete molta fortuna) i pezzi riscaldati del giorno prima. Andate a pranzo dalle 13 in poi e a cena dalle 21 in avanti.

Infilatevi nei posti affollati: se lo sono, un motivo c’è.

7. “Buono” per gli argentini significa economico

Quando chiedo suggerimento agli argentini per sapere dove andare a mangiare una buona pizza o della buona carne, ricevo sempre dei consigli terribili. Il 95% delle volte mi consigliano posti che non sono buoni, semplicemente sono economici. Tanto basta a loro per giudicarli buoni. Non fidatevi troppo delle raccomandazioni dei locali e seguite il vostro istinto.

Non voglio dire che ci sia per forza da andare in una parrilla cara per mangiare una carne strepitosa (anzi, sono spesso i posti più malmessi a riservare le migliori sorprese), solo che se chiedete consiglio a una persona che ha pochi soldi (come la maggior parte della gente qui), vi consiglierà i posti dove ci si riempie la pancia in abbondanza spendendo poco.

Per gli argentini, il trio perfetto è bueno, bonito y barato (buono, bello ed economico), ma il barato vale doppio rispetto al resto.

8. Liberatevi dei pesos prima di ripartire

Nessuno cambia i pesos argentini fuori dall’Argentina, nemmeno in Uruguay. Liberatevene prima di uscire dai confini nazionali, anche se il cambio che vi fanno non sarà eccezionale: sempre meglio di zero. Che è quello che valgono i pesos all’estero.

E non teneteli per il prossimo viaggio: al vostro rientro non varranno quasi niente a causa dell’inflazione di oltre il 50% all’anno.

Quando un argentino riesce a farsi cambiare i pesos all’estero, la notizia finisce sul giornale. Di solito, la reazione normale è una grossa risata in faccia.

9. Tanti modi di dire “no”

Gli argentini sono estremamente gentili, odiano il confronto diretto (pur riuscendo a detonare in un nanosecondo in caso di lite) ed a volte è difficile capire quando dicono “no”… perché non ve lo dicono. Fanno battute, tergiversano, parlano d’altro, la tirano in lungo… sta a voi leggere tra le righe e capire che la risposta è no. Non necessariamente perché dipenda da loro (non lo vogliono fare, non lo sanno fare, non gli conviene farlo), è proprio che la parola NO è bandita dal loro modo di interagire. Per me è fonte di grandi frustrazioni, mi ricorda molto quegli sketch sugli uomini che non capiscono cosa gli stia davvero dicendo la fidanzata/moglie con certe risposte.

10. Buenos Aires in due giorni o una vita

Insieme a quei viaggiatori che si ossessionano con la Patagonia e di Buenos Aires vedono solo gli aeroporti, ci sono quelli che invece non arrivano a varcare i confini della città neanche dopo dieci giorni qui. Eppure c’è molto da vedere fuori città: le vacche nella pampa, le estancias, le quintas in zona norte, il delta del Tigre

Buenos Aires è una città da assaporare: nei suoi musei non troverete opere di valore inestimabile, ma nella sue strade sì. Se avete poco tempo, saltate i musei e gironzolate (di giorno) nei quartieri sicuri: Palermo, Recoleta, Belgrano, Colegiales, Puerto Madero, Almagro. Se camminare non vi spaventa, potete anche “vivere” Buenos Aires in due giorni.
Trovo sempre qualcosa in grado di sorprendermi mentre mi sposto per la città, anche dopo tanti anni. Certamente vale la pena di venire fin qui per visitarla.

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5 pensieri su “Consigli ai turisti

  1. In effetti anche io immaginavo che la Patagonia fosse la zona più interessante dell’Argentina, mi guarderò qualche documentario sul nord…la pizza nella foto sembra alquanto farcita e traboccante di mozzarella

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  2. Ciao Isa. Interessante vademecum sul turismo in Argentina. Ho sempre temuto per la Patagonia quello che dici, pertanto mai visitata nei miei due tour. Sulla pizza. Per quanto alcuni permalosoni italiani sempre all’opera, ne avranno da ridire. La pizza in Argentina è mediamente buona. Eccellente quella al tegamino che fanno a Mendoza. Ma anche a Mardelplata, quelle alla pietra era ottime (un po’ cariche di mozzarella.. ma in Argentina la pizza se comparte. Ed è una cosa simpatica. Buona estate.

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    1. Una volta che ci si fa il callo, viene nostalgia anche di questa pizza. Ormai “mi sacrifico” almeno due volte a settimana, se non anche tre. Per mia fortuna adesso va di moda pure la pizza alla napoletana, per cui ci sono più opzioni. Poi la gastronomia è un settore in cui è poco costoso lanciarsi (in Argentina), per cui ci sono sempre posti nuovi da provare.

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      1. Sui posti da vedere, io consiglio anche alcuni luoghi della pampa e San Juan se mi posso permettere. Sulla pizza, così come sul cibo in generale, non sono un italiano-talebano. Quando trovo cose buone e fatte bene (senza pagare cifre folli solo per fare il pijo) non ho problemi a stare senza pasta e pummarola ngoppa. In Argentina, specie a Baires, nel 2003 e 2006 ho sempre provato sia le cose italofantasiose (milanesa a la napolitana e i Sorrentinos ), ma anche altre cose buone. Si dopo un po’ capisco che tu possa avere nostalgia della pizza Argentina.

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