Por las nubes

A quest’ora avrei dovuto stare tra le nuvole, letteralmente, e venire a godermi un mese d’estate italiana. Calda, afosa… con le zanzare pure, ma con il mare e la focaccia e tutto il mangiare de-li-zio-so che c’è lì.

Invece i biglietti costano due o tre volte il normale, gli aeroporti in Europa sono nel caos perché non riescono a far fronte al traffico di viaggiatori che è tornato ai livelli pre-pandemia, e l’unica cosa por las nubes (espressione idiomatica che significa “alle stelle”, in spagnolo) sono i prezzi dei biglietti aerei e la svalutazione del pesos argentino.

Dall’ultimo post sull’argomento (Up and down, 8 luglio 2022) il cambio non ha smesso di salire e alla chiusura odierna il peso argentino vale sempre meno: adesso servono 279-289 pesos per vendere o comprare un dollaro, mentre una settimana fa ne bastavano 247-257.

I soliti metodi del BCRA (Banco Central de la República Argentina) non stanno funzionando, le riserve di dollari stanno finendo e quindi stanno inventando altre “misure” per far fronte all’ennesima emergenza economica. Vi ricordate che una settimana fa vi ho detto che quando gli argentini usano le carte all’estero, non gli praticano il cambio ufficiale, bensì ci aggiungono il 35% e lo chiamano dólar turista? Da ieri, ci aggiungono il 45%. Così, con un colpo di penna e zero dibattito. “Bisogna disincentivare il turismo all’estero”, hanno detto dal Ministero dell’Economia. Io mi chiedo come gli argentini possano accettare passivamente l’ennesima restrizione, loro che scendono in piazza pure per le regole ortografiche.

Tra le altre novità: i biglietti aerei per l’estero ora sono valutati in dollari, rimangono valutati in pesos solo quelli relativi ai voli nazionali. Non è più possibile pagare i biglietti aerei a rate, una cosa che potrà suonare stranissima per un italiano, ma che qui era un appiglio fondamentale per potersi permettere viaggi all’estero per molte persone.

Di conseguenza, alcune agenzie di viaggi e compagnie aeree hanno sospeso la vendita di biglietti dato che non sanno come prezzarli. Ragazzi, io ho bisogno di andare in un posto caldo, fosse anche solo al nord dell’Argentina. Ormai mi stanno spuntando i licheni ai piedi. È la volta buona che per la disperazione visito il Chaco, la provincia più povera dell’Argentina, dato che siamo anche in piene vacanze scolastiche d’inverno e le solite località turistiche sono già affollate.

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2 pensieri su “Por las nubes

  1. Da come l’hai descritto nello scorso post il nord dell’Argentina dev’essere un’ottima alternativa ad un viaggio qui…anche perché qui a parte sole e mare le cose cominciano a mettersi maluccio

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