Esame di sociologia

Ho scoperto nei format televisivi una fonte di elementi per qualche considerazione sociologica. Un format televisivo è semplicemente un programma televisivo il cui impianto viene riproposto in più paesi. Sin dagli albori della TV, se un programma funziona bene, viene copiato (o riproposto) anche all’estero. Dalla Ruota della Fortuna a Il prezzo è giusto, fino ai più moderni reality come il Grande Fratello e l’Isola dei Famosi. Per inciso, mai guardati i reality ma mi è caduto l’occhio su qualche spezzone sia quando il GF venne lanciato in Italia che ora che è ripreso in Argentina dopo la pandemia; da qui, le mie considerazioni.

Gran Hermano

Il Grande Fratello in versione argentina si chiama Gran Hermano, o GH. Quando io leggo GH penso sempre all’ormone della crescita, che è tutto ciò che ricordo delle lezioni di biologia del terzo anno di liceo scientifico, e lo trovo molto ironico giacché il Gran Hermano è tutto, meno che contribuente alla crescita di una persona. Se provassi a descrivere il format del Grande Fratello, direi che, almeno in Italia, si tratta di rinchiudere un gruppo di sconosciuti in una gabbia-casa finché non si scannano, fornicano o sclerano. Il tutto minuziosamente esaminato e commentato dall’esterno da uno studio televisivo e dal pubblico nazionale.

La settimana passata ero fuori a cena in una pizzeria dove trasmettevano proprio il programma dedicato a commentare il Gran Hermano. Mi ha fatto specie che alcune persone presenti nello studio televisivo insieme ai presentatori del programma venissero descritti come “Analisti”. Sì, analisti del GH, una nuova qualifica nel mercato della TV. Mi sono sentita vecchissima e probabilmente suono ai giovani d’oggi come mio nonno suonava a me 30 anni fa: un matusa ormai pronto per essere liquidato dal pianeta Terra perché troppo “fuori” dal mondo.

Nel Grande Fratello italiano, l’assortimento di personaggi era in genere di bellocci più o meno accreditati: c’era sempre qualcuno che era modello o che voleva diventarlo, e altri che erano belli ma non abbastanza da poterci costruire su una carriera. L’immancabile palestrato, il tipo cuccone, la tipa flirtatella, la seria, la alternativa, l’intellettuale…

Nel Gran Hermano argentino invece mi sono trovata davanti gente bruttina, uomini panzoni, vecchi e pelati. Le ragazze sono più carine ma accuratamente scelte lesbiche o almeno bisessuali, tanto per rimescolare un po’ le carte in tavola e assecondare lo spirito inclusivo che permea la società moderna.

I 10 partecipanti del GH 2022 in Argentina

Negli ultimi mesi mi sono trovata a riflettere sui canoni estetici locali e sul fatto che in Argentina MAI ho avuto uno sguardo interessato da un locale. Si vede che sono troppo diversa, con i capelli troppo corti e con abiti troppo laschi e non in spandex.

Moltissimi anni addietro, lessi da qualche parte (parlo dell’epoca della carta stampata, per cui almeno 20-25 anni fa) di un sociologo che commentava come non fossimo capaci di vedere la bellezza nelle persone con tratti somatici troppo diversi dai nostri. Una sorta di “moglie e buoi dei paesi tuoi” pero raccontata autorevolmente. L’esempio che faceva il sociologo era che un occidentale ha difficoltà a distinguere gli asiatici, non gli è mai stato “insegnato” quali sono belli e il suo concetto di bellezza potrebbe differire dallo standard locale. Per dire, se in Italia piacciono le donne magrissime, i latini e gli africani le preferiscono in carne (questi ultimi pare che le apprezzino particolarmente sovrappeso). Se a un occidentale piacciono gli zigomi a una certa altezza, per un asiatico una bella donna li avrà a un’altra e così via. Non ricordo a che epoca risalisse quel libro, mi immagino agli anni ’70.

Una tesi abbastanza banale che sarei curiosa di approfondire in chiave contemporanea dato che ormai, di coppie miste, ce ne sono in abbondanza. Mica si sposeranno tutti per un visto!

Tornando a noi – o meglio, a me – riflettevo sullo sforzo estetico vano che compio a queste latitudini. Su alcune cose ho ceduto: capelli lunghi, unghie sempre dipinte (almeno ai piedi), depilazione. Su altre invece ho ancora i canoni italiani: la magrezza, i vestiti aderenti, gli abbinamenti di accessori e scarpe, certi tessuti che a me “hanno insegnato” che sono eleganti e che qui passano desapercibidos (inosservati).

Il GH è stato rivelatore: sono proprio fuori rotta! Una mia conoscente californiana, età oltre i 60, afferma di ricevere sempre piropos groseros (cat calling) quando cammina per strada. Un evento che io non mi spiego. La signora si mantiene in forma, ma è tutta gonfia di botox. Mi viene il dubbio che fraintenda.

cat-calling


(cat calling, catcalling) loc. s.le m. inv. Molestia maschile consistente nell’espressione verbale e gestuale di apprezzamento di natura sessuale rivolto in modo esplicito, volgare e talvolta minaccioso, a una donna incontrata per strada o in un luogo pubblico. 

https://www.treccani.it/vocabolario/cat-calling_%28Neologismi%29/

LOL – Chi ride è fuori

Su Amazon Prime mi è uscito tra i suggerimenti per me questo programma. Pensavo fosse un’invenzione italiana, invece è l’ennesimo format. In Italia sono state registrate due stagioni, entrambe condotte da Fedez, che – diciamocelo – è simpatico come un dito in c…o e fa battute idiote. Per quel ruolo, ci sta come ci starei io: ‘na m….a. Persino Mara Maionchi, che lo acocmpagna solo nella prima stagione, è più divertente di lui!

Il format è il seguente: si rinchiudono in un ambiente una decina di comici locali che devono provocarsi con battute divertenti. Ma a chi scappa una risata, o anche solo accenna un sorriso, viene ammonito; e alla seconda ammonizione viene eliminato.

Mi sono sganasciata dalle risate a guardare la Stagione 1 e 2 su Amazon Prime e il bello di questo servizio streaming è che consente di vedere lo stesso format anche per l’India, il Canada, e altri paesi che speravo mi avrebbero regalato qualche altra ora di risate davanti alla TV, invece zero.

Ma proprio ZERO. Gli indiani avevano temi limitati su cui poter fare comicità e se ne uscivano con battute che farebbero sorridere solo i bambini di sei anni, per lo più smorfie. I canadesi erano tutti troppi educati per fare battute di concetto, si limitavano a ironizzare sul clima, sul cibo e poco altro. In compenso, tra di loro si riducevano fino alle lacrime.

In tutto, mi hanno dato l’idea di società molto tristi. Le battute italiane erano a volte molto culturali, con riferimenti a nozioni apprese a scuola (di storia, geografia) ed anche di cultura generale. Le battute straniere erano sempre su circostanze della vita e della società locale.

Sarà forse la comicità l’ultimo (unico?) baluardo della cultura dello homo italicus?


Stand up

Lo stand up, che consiste in un comico su un palco con un microfono e basta, ha conosciuto grande auge negli ultimi anni. Prima della pandemia, a Buenos Aires c’erano vari locali che avevano una serata fissa dedicata allo stand up, in genere il mercoledì o il giovedì. Insomma, serate tranquille. Il pubblico è seduto ai tavolini, rivolto verso un piccolo palco dove ci sono solo il comico, lo sgabello e il microfono. Non ci sono travestimenti né prop.

Con mio marito siamo andati a vederne alcuni ed è stato interessante osservare i diversi tipi di comicità. Poi basta trovare il comico sintonizzato sulla nostra stessa frequenza di ironia, seguirlo in Instagram e avere dosi di serotonina assicurate sul proprio cellulare.

Netflix non è rimasto indifferente al fenomeno e ha deciso di organizzare e filmare gli spettacoli di stand up comics dei comici più famosi di alcuni paesi latinoamericani. Per l’Argentina hanno scelto, tra gli altri, Rada, Luciano Mellera, Malena Pichot e Lucas Lauriente. Alcuni mi sono piaciuti più di altri (Lucas Lauriente e Rada in testa) e una volta finita la carrellata di stand up argentini ho cominciato a pescare tra gli spettacoli di altri paesi. Ne ho presi un paio del Messico e, a parte non capire la metà delle parole, poiché nel linguaggio canchero (informale e disinvolto) che caratterizza la comicità, le differenze tra le varianti di spagnolo si fanno marcatissime, ma anche gli argomenti oggetto di frequenti battute sono differenti. Per esempio, i messicani continuavano a fare battute sulla mamma messicana o sulla famiglia messicana. Entrambe cose che non conosco e che non sono riuscita a correlare con la mamma italiana e la famiglia italiana. Per cui, serotonina zero.

A volte non è solo la lingua il limite.

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3 pensieri su “Esame di sociologia

  1. Il sociologo di cui hai parlato secondo me canna in pieno. Rileva un dato sociologico, ma non si può ignorare che la bellezza è oggettiva. Esiste un ideale di bellezza, la Perfezione stessa, a cui si devono ispirare tutti coloro che vogliono risultare belli o fare qualcosa di bello. Dato che la Perfezione è anche Uno, gli oggetti composti di parti, per essere belli, devono possedere misura e proporzione, tutto ciò che li fa somigliare il più possibile all’Uno.

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