Palermo a chi?

Il quartiere di Palermo, con un’estensione di oltre 15 km quadrati, è il più esteso dei 48 che conformano la Città Autonoma di Buenos Aires. In origine posseduto da Juan Manuel de Rosas, che vi stabilì la sua residenza nell’angolo sud-est dell’incrocio tra l’attuale Avenida del Libertador y Sarmiento, il quartiere deve il suo nome forse a Juan Domínguez Palermo, proprietario dei terreni a inizio del XVII secolo, o forse a San Benito de Palermo, un santo venerato in un oratorio locale.

Ma nel 2022 il nome Palermo è sinonimo di benessere, anche se di Palermo ormai ne esistono molti e con diverse ondas (spirito, stile). Le denominazioni delle varie zone non sono ufficiali e ognuno mette i confini (e crea nuovi nomi) dove vuole. Nella mappa qui sotto ce ne sono solo alcuni.

Palermo Chico è la zona delle ville più lussuose della Capitale. Vi si trovano le residenze di ambasciatori, industriali, atleti, miliardari. Sembra di stare a Notthing Hill per le molte ville in stile Tudor. Per trovare casa bisogna aprire il portafoglio ed anche essere approvati dai vicini. Negli annunci immobiliari, spesso non indicano neanche i prezzi delle case. Come a dire: devi avere un portafoglio infinito per permetterti di comprare qui! Per darvi un’idea: dai 2 milioni di dollari in su.

Palermo Zoologico deve il suo nome al fatto che costeggia il lato meridionale dell’ex Zoo di Buenos Aires, ora trasformato in Ecoparque (restano alcuni animali, come le giraffe, ma non sono esposti al pubblico), mentre Palermo Botánico costeggia il Jardín Botánico, un giardino con piante di quattro continenti affascinante da visitare, pur essendo rumoroso dato che si trova in una zona circondata dal traffico.

Se siete alla ricerca del verde o di un posto dove praticare sport o trascorrere tempo all’aria aperta, i Bosques de Palermo (anche detto Parque Tres de Febrero) sono la zona perfetta per voi. Ci troverete il Planetario, laghetti navigabili, il bellissimo Rosedal, il Jardín Japonés,

Palermo Norte, che si trova a est, deve il suo nome al fatto che confina con Barrio Norte, una zona di ebrei piena di gastronomie kosher e scuole ebraiche.

Villa Freud indica la zona attorno a Plaza Güemes. È stata battezzata così perché negli ’60 vi si stabilirono molti psicanalisti, motivo per cui è anche nota come Palermo Sensible o Guadalupe per la parrocchia che si affaccia sulla piazza. L’Argentina ha il più alto numero di psicologi pro capite al mondo (quasi 200 ogni 100.000 abitanti), lo sapevate? Anche se non ho idea quanti siano pure psicanalisti.

La chiesa, con annessa parrocchia e scuola, Nuestra Señora de Guadalupe in piazza Güemes

Palermo Soho e Palermo Hollywood sono chiamate così in onore degli omonimi quartieri di New York, che vorrebbero emulare. Palermo Soho è più hipster e giovane, mentre Palermo Hollywood è più da giovani ricchi. Palermo Hollywood si estende dall’altro lato dell’Avenida Juan B. Justo.

Soho si sviluppa intorno a plaza Serrano, anche detta plazoleta Borges in onore dello scrittore Jorge Luis Borges, che da bambino abitava qui (tipo schivo e umile, in vita si rifiutò che gli venisse intitolata la piazza o qualsiasi altra cosa). Ingloba anche Plaza Armenia, più grande e quadrata, il cui nome rispecchia la forte presenza di armeni: nel quartiere vi sono varie associazioni culturali, chiese, ristoranti ed esercizi commerciali fondati e/o gestiti da discendenti di armeni e vi imbatterete sicuramente nella bandiera dell’Armenia).

Questa moda di appioppare nomi di quartieri newyorchesi alle zone di Buenos Aires sembra non conoscere limiti: si comincia già a parlare di Palermo Queens in riferimento alla zona di Villa Crespo (che tuttavia è un altro quartiere, confinante con Palermo, e appartiene a un’altra Comuna) che si sta facendo contagiare dalla onda hipster di Palermo Soho.

Pare che però i residenti di Villa Crespo non gradiscano il termine e ci tengano a ribadire che Villa Crespo è Villa Crespo! Ma il termine “Palermo”, specie se associato con il nome inglese di un quartiere famoso della Grande Mela, fa molto più figo. “I colpevoli” sono le agenzie immobiliari che utilizzano questo trucco per pompare i prezzi delle proprietà comprese tra via Thames e via Julian Alvarez e viale Corrientes e viale Córdoba. Gli impresari edili, invece, lo chiamano Village, con riferimento al Greenwich Village (ce ne manca…), e già girano voci che parlano del quartiere di Chacarita, che ospita il più grande citimero urbano di Buenos Aires, come di Palermo Dead e di quello di Paternal come di Palermo Industrial.

L’America (del nord) tira sempre, Palermo anche e la gentrificazione avanza! ¡Adelante!

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2 pensieri su “Palermo a chi?

  1. Ricordo vagamente il quartiere Palermo proprio per aver letto Borges, ma non saprei dire in quale suo scritto ne parla.
    Mi sorprende la tua conoscenza della città di Buenos Aires… a meno che non sia un’addetta ai lavori, è impressionante, forse addirittura più precisa di quella di molti Porteni!

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  2. Ricordo Palermo, quando la visitai nel 2003. Ci passai anche nel 2006. Suggestivo, ma come dici tu la puzza di gentrificazione era nauseabonda già 16 anni fa. La poesia che Borges aveva scritto ne Il Manoscritto di Brodie sul quartiere, non era solo sepolta. Era del tutto evaporata. Io oggi come oggi, a Palermo gli darei il nome italianissimo e napoletanissimo/milanesissimo/romanissimo: Vomero, Brera, Parioli.

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