Sei bellissima

Mentre il paese va a rotoli sul piano sanitario ed economico, La Nación cerca di rallegrarci offrendoci spunti per le mete di viaggio post-pandemia.

Sei bellissima, Argentina mia! ¡Te quiero!

Argentina oculta.
10 lugares lejos del coronavirus

6 pensieri su “Sei bellissima

      1. Ma scusa Isa considerare altri paesi? Non voglio farmi i cavoli tuoi ma ogni volta che leggo i tuoi post (peraltro approfitto per dirti che considero il tuo blog uno dei migliori in circolazione e dei meglio scritti) penso ma perchè continua a vivere là? Cioè alla luce di tutto quello che scrivi sul paese (e che conosco per via di vicende personali) mi chiedo quale sia alla fine il reale vantaggio di vivere in Argentina, tra instabilità economica e quant’altro…

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      2. È una bella domanda: è il leit motiv della nostra quarantena (a proposito, siamo a 160 giorni e rotti e anziché annunciare la proroga in TV lo faranno sui social media… In questi 160 giorni, ci siamo trasferiti in Uruguay, in Canada (io e per 24 ore pure mio marito), in Spagna, in Portogallo, in Croazia (lui), in Grecia (sempre lui), in Slovenia (io), Singapore (lui), Colorado (io), Nuova Zelanda (lui)).

        Confesso che io l’Argentina la amo. Quando parto per tornare in Italia (per 30 giorni, preciso), piango come un vitello all’aeroporto, mi scofano empanadas e alfajores ai bar del terminal come se non ci fosse domani e accarezzo con lo sguardo i sacchetti di yerba mate al duty free. “È un arrivederci, non un addio”, gli dico e mi dico… Quando parto per le vacanze all’estero, già mentre sono in taxi in direzione Ezeiza non vedo l’ora di tornare e ho il senso di colpa per stare abbandonando il mio paese. Quando prendo Aerolineas verso una destinazione nazionale, invece, mi sale l’orgoglio patrio (anche se non sono nata e cresciuta qui e che Aerolineas è peggio dell’Alitalia in quanto a inghippi societari, ma il personale è COSÌ GENTILE che gli perdono tutto).

        Quando invece parto dall’Italia, non vedo l’ora di lasciarmela alle spalle.

        Che ti devo dire… non esiste un motivo razionale per VOLERE vivere in un posto così. Certo posso elencare: ma la casa, ma il gatto, ma il clima, ma la buena onda, ma la famiglia (acquisita), ma il trasloco intercontinentale di nuovo… Durante questi 160 giorni in cui abbiamo quasi fatto il giro del mondo, devo confessare che quando si fantasticava, ero pronta a tutto. Quando alla sera mi coricavo e pensavo “domani si parte” e provavo a immaginarmi la mia vita in Canada, in Spagna, in Grecia, in Portogallo ecc. mi veniva l’angoscia. Sai Francesca, quando ero giovane e single avevo fatto il visto di studio-lavoro per il Canada. Feci la domanda, convinta che MAI E POI MAI mi avrebbero dato il visto, invece SETTE giorni dopo mi è arrivato per email. A quel punto, mi è partito uno stress che non ti dico… tra che era l’ultimo anno di università, gli esami, il visto, il Canada… ma quanto è grande, ma quanto è freddo, ma dove vado, ma cosa faccio? Ho ordinato tutte le guide Lonely Planet e poi mi sono ammalata e sono stata ricoverata. Alla fine, non ci sono andata. Ho tradito il Canada per il mio vecchio amore, gli Stati Uniti. Ma quando è stato il momento di concretizzare negli Stati Uniti, anche lì mi sono tirata indietro. Non mi sentivo a mio agio, lì. In Argentina, invece, già dal mio primo viaggio da turista mi sentivo bene, mi piaceva il posto, c’era il sole, il caldo, gli alberi verdi in fiore (era dicembre). Poi è vero che quando ci siamo trasferiti qui ho cristato tutti i giorni per due anni, come mio marito ci tiene amorevolmente a sottolineare ogni volta che parliamo di trasferirci in Canada, in Spagna, in Grecia, in Portogallo ecc. Sul piatto della bilancia dei “contro”, lui ci mette pure le mie lagne da emigrante. In realtà, ci lagneremo in due. 😁

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  1. Sull’edizione di oggi de Il Sole 24 Ore c’è un articolo sulla trattativa Governo argentino istituzioni finanziarie mondiali, in vista della scadenza del 4 agosto della proposta di rinegoziazione del debito.
    Alla fine dell’articolo, il giornalista, conclude dicendo che i ricchi continuano a stare bene e la sofferenza è tutta a carico delle fasce più povere. Ogni giorno vengono buttate nella spazzatura 250 tonnellate di cibo che potrebbe sfamare 550.000 persone.

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    1. Interessante quella sul cibo. Non la sapevo. Questo paese produce prodotti agricoli per 40 volte il fabbisogno alimentare nazionale ma abbiamo gente che patisce la fame (e tanta), sia nelle zone rurali che nelle città. Si sente parlare spesso di “soberanía alimentaria” e si imputa alle corporations straniere l’esportazione agricola a discapito della popolazione locale. Tuttavia, si omette sempre di parlare dei dazi enormi che i governi impongono sulle esportazioni e sugli accordi dei governi con le corporation. Uso il plurale “governi” perché è così da decenni, mica da ieri.

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