Tri-bella

Tutti scrivono di questo referendum e voglio scrivere in proposito anche io, ma non per discutere se le trivelle sono tri-belle o no. Voglio parlarvi del voto degli italiani all’estero.

Ecco, io sono contraria. Contrarissima. Perché è vero che sono, appunto italiani, ma in questo gruppo ricadono:

  1. Persone con doppia cittadinanza mai vissute in Italia, al massimo ci sono venute in vacanza
  2. Persone con doppia cittadinanza che neanche hanno mai messo piede in Italia
  3. Persone con doppia cittadinanza che non parlano italiano (in genere qui rientrano 1+2)
  4. Italiani espatriati che hanno un interesse minimo sulle questioni politiche italiane

 

Premesso che non ho idea del peso che il voto degli italiani all’estero abbia su un referendum, ma so che per le elezioni il peso è limitato, il motivo per cui io sono contraria al voto è che è un esborso di denaro inutile in rapporto all’effetto.

Confesso che da quando il Corriere della Sera ha deciso di mettere a pagamento tutti gli articoli interessanti che pubblicava nell’edizione online neanche leggo più le notizie italiane, non so niente delle trivelle ma non credo che gli italiani in patria abbiano molte più informazioni sensate e obiettive in base a cui decidere.

Inoltre, i quesiti dei referendum, oltre a interrogare su aspetti che non toccano il 95% della popolazione nella maggior parte dei casi, sono anche formulati in un italiano così astruso, complesso e ingarbugliato che anche chi è nato e cresciuto in Italia fa fatica a capirli.  Uno valuta quanto gli stanno simpatici quelli del sì/no, e va in cabina sapendo già dove mettere la croce ma senza neanche comprendere il quesito. Ma quelli della categoria 3, come diamine fanno a votare?! E quelli della categoria 1 e 2 che diritto hanno a decidere per gli italiani?!

Figuriamoci quindi cosa ne sanno gli italo-stranieri all’estero! La maggior parte non sa neanche di cosa si stia parlando, metterà una croce a caso oppure cestinerò il plico elettorale direttamente.

Solo in Argentina, ci sono quasi 700.000 persone che hanno anche la cittadinanza italiana. Fonte: Statistiche AIRE 2014. L’Argentina è indubbiamente il Paese con il maggior numero di italiani sul totale mondiale (circa 5 milioni) però contate che la trafila di voto all’estero è la seguente:

  • Le schede sono stampate e distribuite ai vari consolati
  • Vengono imbustate e corredate di due buste e un foglio
  • Il plico viene recapitato con raccomandata ai destinatari
  • Il destinatario imbusta il proprio voto in una delle buste fornite (anonima) e poi a sua volta la imbusta nella busta preaffrancata

Io dico: ne vale davvero la pena? Piuttosto, che chi abbia interesse a votare si faccia avanti, sono sicura sarebbero pochissimi.

 

 

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