Ultracorpi

Potenzialmente il post più schifoso di questo blog.

Gli argentini secondo me hanno gli ultracorpi, non gli anticorpi. Se siete argentini, niente vi potrà scalfire. Neanche il cibo avariato, neanche il freddo, la nebbia o la pioggia. Il che è curioso perché l’ultima cosa che avrei detto degli argentini, data la loro indole, sarebbe lo stoicismo. Infatti non si tratta di stoicismo ma di ultracorpi. È l’unica.

Tra gli stranieri che vivono in Argentina, corrono sempre battutine sulle cagarelle che ci sono toccate, ci toccano e ci toccheranno poiché viviamo qui. Tutte persone senza alcun problema intestinale in patria, sia ben chiaro. In Argentina, uomini, donne, giovani, vecchi, ricchi o poveri, nordamericani, europei, asiatici o africani abbiamo tutti un punto in comune: un rapporto di salvezza con l’inodoro (il water).

La cosa sorprendente, e qui ve lo giuro ⬅︎ è quanto di più scientifico ci possa essere*, è che il fidanzato/a argentino non ha mai la cagarella quando viene a voi. Neanche il resto dei partecipanti di una festa, neanche gli altri commensali del ristorante, neanche la bisnonna novantenne che ha visto Perón da piccola. Nada. E non potrete continuare ad addurre “il cambio di alimentazione” come scusa all’infinito se in Argentina ci vivete.

*Ma d’altra parte, nessun medico argentino vi prenderà sul serio se gli raccontate che voi, nel vostro paese, non avete avuto una diarrea da dieci anni e quell’unica volta era per l’influenza gastrointestinale, mentre in Argentina siete semplicemente usciti a mangiare fuori. E vi è successo tre volte nell’ultimo anno.

El médico vi dirà: torni a vedermi se ricapita, pronto a prescrivere farmaci e esami di approfondimento per scoprire a cosa siete intolleranti. Glielo dico io subito: alla mancanza di igiene!

Per questo siete avvertiti: se venite in Argentina, anche se state solo nella Capitale, portatevi le pastiglie contro la diarrea del viaggiatore (o dell’expat, che sarebbe più accurato). E anche un rotolo di carta igienica extra, per stare sicuri. Ricordatevi, poi, che molti locali centrici e in luoghi rurali non potrete neanche tirare la carta nel water: andrà nel cestino a fianco del water e non ci sarà Ambi Pur che vi possa salvare.

La prima volta che mi venne la diarrea fu durante la mia prima (e unica) vacanza in Argentina: il giorno stesso che tornammo da Iguazú, durante una passeggiata pomeridiana romantica sotto agli alberi in fiore di Buenos Aires, ho cominciato ad accelerare il passo. Ben presto stavo correndo a rotta di collo verso la casa di mio suocero. Mio marito (allora novio) è stato molto sportivo nel vero senso della parola: rendendosi conto che la cosa era seria- io non corro dietro a niente, neanche agli autobus e ai treni – si è messo a correre più veloce di me per aprirmi le porte, chiamare l’ascensore e sgombrarmi il traguardo da potenziali usurpatori. Se non è amore questo…

Meno simpatico è rivivere questa scena ogni 4 mesi, questa volta correndo verso la nostra casa argentina. Ma se pensate che sia io ad avere problemi stomacali, cadete male. Tuttavia non mi sorprenderò: quando un expat racconta della cagarella agli argentini, questi lo guardano come se fosse un alieno. A loro, semplicemente, non accade. E siccome conoscono solo argentini e neanche a loro accade, il problema evidentemente siete voi.

Vi giuro che una volta il mio tratto gastrointestinale è stato così bistrattato che ho avuto la diarrea per 4 giorni. Mangiavo e tempo 10 minuti ero sul trono. Sconfitta, sono andata dal medico di base, il quale mi ha prescritto un farmaco approvato dall’associazione argentina stomizzati. Se non è stata caghetta hardcore questa…

Ora che siamo compagni di merda, potete anche raccontare delle vostre disavventure maleodoranti in Argentina nei commenti!

Non farò nomi, tu che mi leggi, racconterò io per te di quella volta che gli autisti del pullman ti hanno mollato nel mezzo della ruta perché tu stavi dando tutto e il bagno del pullman, più che la pipì non accetta.

Per solidarietà dico anche che io mi sono vomitata sui piedi una pizza 5 minuti prima di salire a bordo di un pullman per un viaggio di 6 ore. Per nulla scomposti, i controllori e gli autisti mi hanno lasciato salire lo stesso: avranno pensato che ero incinta. Di una pizza.

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Argentina, l’unico paese con il deodorante per cessi alla fragranza I love you

 

13 pensieri su “Ultracorpi

  1. Sai che non ricordo incidenti simili durante il quasi-mese in Argentina? Secondo me gli standard igienici di Barcellona mi avevano già battezzato e non ho patito. Ricordo invece il mio primo viaggio oltreoceano in Perù: lì si che il viaggio in un bus dove l’altoparlante continuava a ripetere “el baño es solo para orinar!” è stato l’incubo (e pure la mia prima gran infrazione delle regole del vivere civile — l’autista non si voleva fermare…).

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      1. Ehehe non saprei se generalizzare tanto. Potrei azzardare che siamo noi italiani ad avere intestini fini, fissati come siamo con l’igiene. Ma se mi dici che tutti i tuoi amici non-argentini soffrono come te, allora dobbiamo rivedere la teoria 😀

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      2. Io ti credo! 😂
        Per dirti, il Guerriero che ha uno stomaco messicano, e qui dico tutto, ha avuto un episodio grave di intossicazione alimentare per la prima volta qui a Barcellona. Nessuno è immune!

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      3. Orpo! La questione si fa interessante perché avrei detto che gli ultracorpi messicani fossero ancora più ultra! Non resta che portare il Guerriero a Buenos Aires e vedere cosa succede. 😂

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  2. Uos, partito il commento per sbaglio. Gli ultracorpi dei paesi stranieri non li puoi affrontare, sono troppo diversi e bisogna farci il callo. Evidentemente gli argentini sono un conglomerato di ultracorpi internazionali aggressivissimi 😂

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  3. Ciao Isa!

    Guarda, nelle mie 3 visite in Argentina di quest’ anno, mai avuto attacchi urgenti, e ho mangiato di tutto e dappertutto.

    Però mi sono reso conto che il mio intestino non funzionava bene come quando in Italia (non parlo di frequenza, parlo di altri dettagli che ora eviterei ahahahah)

    E pure dopo essere tornato, ci ho messo un paio di settimane prima che tornasse tutto normale.

    Non so se sia l’ igiene, o l’ aria, o chissà che altra cosa, comunque quando si mangia fuori dall’ Italia è tutto diverso, concordo. Oltreoceano peggio ancora.

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  4. Ciao! A me tendenzialmente il cambio di aria fa effetto stitichezza 🙈😬 altra cosa che ho notato è che mi sazio molto prima o comunque cerco di evitare di esagerare perché ho il terrore di stare male fuori casa! Comunque, nonostante siano ormai passati 2 anni e mezzo dal mio viaggio in Argentina (sigh) non ricordo episodi così spiacevoli, a parte un giorno di febbrone 😬

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