Regime telefonico

La notizia del giorno la riporta Clarín, il secondo quotidiano dell’Argentina. Pare che a partire dal 2018 il governo implementerà una nuova misura per contrastare il commercio illegale di telefoni cellulari.

Applausi, voi direte.

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Ma cosa significa illegali? Secondo la definizione dell’AFIP, l’agenzia delle entrate argentina, sono illegali tutti quei telefoni che non sono stati costruiti per essere venduti in Argentina. In parole povere: tutti i telefoni acquistati all’estero e rivenduti in Argentina senza versare gli elevati dazi sulle importazioni e l’IVA.

Misure simili sono già in vigore in Cile e in Colombia, dove i turisti devono registrare il proprio apparato all’ingresso del Paese se vogliono utilizzarlo. Hanno solo qualche giorno di tempo a disposizione. Comunque, l’IMEI dei turisti rimarrà sbloccato solo per 90 giorni, cioè per la durata di un visto turistico, in modo da escludere che rimanga questo cavallo di troia nel sistema, capace di far entrare legalmente i telefonini per la rivendita.

I residenti e i cittadini che acquistano un telefono all’estero devono invece dichiararlo al momento del ritorno in patria e pagare il dazio corrispondente per far sbloccare il loro IMEI. La dichiarazione degli acquisti all’estero superiori ai 300 USD 500 USD [dal 8/11/2018] è una realtà che esiste da parecchi anni in Argentina e che trovo una violazione della libera scelta di spendere i propri soldi come si crede. I residenti e i cittadini argentini sono tenuti a pagare un dazio del 50% su tutti i prodotti acquistati all’estero (elettronica, vestiti, ecc.).

*Aggiornamento: dal 2/10/18 è possibile portare nel paese un cellulare (o un tablet ) e un computer portatile nuovi e questi non concorrono alla franchigia dei 500 USD.

In alcuni casi, questo non è sufficiente a scoraggiare gli acquisti fuori patria: anche pagando il dazio, il prezzo finale risulta ancora inferiore al prezzo di vendita in suolo argentino.

Una dimostrazione – a detta della scrivente – che queste misure non servono affatto a tutelare l’economia nazionale. Semmai, la danneggiano.

I governi che adottano queste misure draconiane si autocondannano a rimanere sempre più indietro nella qualità della vita e nell’economia mondiale, disincentivando i turisti e i nuovi residenti provenienti dai Paesi dove queste limitazioni non esistono.

A parte il fatto dell’essere solo un accessorio elettronico nel caso specifico del cellulare acquistato all’estero, misure di questo tipo mi fanno venire i brividi perché si estendono anche ad altri prodotti, come farmaci, macchinari medici e protesi: qui non c’è mai l’avanguardia, non arriva e non arriverà. Ma dove c’è una domanda, ci sarà sempre un’alternativa: il mercato nero. Oppure Ezeiza*.


*Ezeiza è il principale aeroporto internazionale di Buenos Aires.

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