Voglia di casa

Devo trovare un’altra casa. Dopo un solo anno di affitto. E non ho voglia di ripercorrere il tour di agenzie, visite, risposte “già affittato”. Né di ritrovarmi con un nuovo un padrone che pensa di avere diritto a tutto senza sganciare niente: ne avevo uno così in Italia e ne ho trovato uno così in Argentina [va’ che culo!]. E siamo solo alla prima settimana di ricerca.

Fatti e fattori

Sicurezza – Buenos Aires Capitál ha 48 quartieri, favelas incluse, di cui solo 5 offrono uno stile di vita europeo, secondo la sottoscritta. Finire in un buon quartiere (Belgrano, Palermo, Recoleta i più fighi) non è solo una questione estetica, ma anche di sicurezza: la propria quando si cammina per strada e anche quando si sta in casa. Poi c’è tutto il Gran Buenos Aires, e lì si apre un altro mondo dove valgono le stesse considerazioni (dove vivo ora) ma si aggiunge l’aspetto trasporti, nell’hinterland più radi e legati agli autobus, che sono più lenti dei treni urbani.

Standard qualitativo – Trovo incredibile come sia a Buenos Aires che in Italia sembri che il prezzo sia determinato solo dalla metratura e non dallo stato dell’immobile. Se ci sommiamo che qui lo standard di vita è in generale inferiore allo standard medio italiano, unito alla scarsa qualità di tutto ciò che è hecho in Argentina, le abitazioni che rispondono ai miei canoni di decenza si decimano. Vi dico solo che molte case non hanno lo spazio per la lavatrice (!) e io ho sia la lavatrice che la lavastoviglie (inspiegabilmente qui la lavastoviglie è poco popolare, nonostante le famiglie siano più numerose che in Italia).

Garanzia – Per affittare una casa, molti padroni richiedono una Garantía propietaria, cioè per prendere in affitto un immobile dovete impegnare la proprietà di un altro immobile. Se non ne avete uno, potete chiedere a un parente o amico, ma è un bel favore. Altri padroni si accontentano di un recibo de sueldo (busta paga) ma pretendono più cauzione. Chi non né l’uno né l’altro può comprare una garanzia in banca: cioè la banca funge da intermediario tra locatore e locatario. Il locatario corrisponde l’affitto alla banca (ovviamente paga un premium sull’affitto, la commissione della banca) e la banca garantisce il pagamento ogni mese al locatore, anche in caso di insolvenza del locatario. In alternativa, si può ricorrere agli affitti temporanei, che hanno una validità massima di 6 mesi (rinnovabili una sola volta).

Prezzi – A Buenos Aires gli affitti sono cari, anche perché gli stipendi sono bassi e quindi pochi possono permettersi di comprare. Non so come sia la situazione mutui, ma immagino le banche li evitino come la peste a causa dell’inflazione. Comprare in un bel quartiere costa circa USD 1000/mq, affittare costa circa USD 110/mq.

Inflazione – La psicosi argentina per l’inflazione spinge i padroni a volere incrementare l’affitto durante il corso del contratto, tuttavia non essendoci dati ufficiali attendibili sull’inflazione e non essendo ammesso di inserire valori percentuali nei contratti, la questione va molto a sentimento. Nella pratica parliamo di un aumento del 12-15% ogni 6 mesi oppure del 25-35% ogni 12 mesi, roba che l’adeguamento ISTAT italiano mi fa sorridere a ripensarci ora!

I salari però non subiscono lo stesso incremento, per cui mi chiedo come facciano i locali… ma qui navigare a vista fa parte del modus vivendi argentino, per cui dovrei abbandonare completamente questo tipo di ragionamento. Infine interviene la questione cambio.

Per una convergenza di sfighe epiche, nel giro di un anno è successo quanto segue: dopo un primo momento in cui il cambio è salito vistosamente da una settimana all’altra e sembrava diventassi più ricca semplicemente respirando, nel giro di qualche mese dalla firma del contratto di affitto il cambio ha cominciato una lenta discesa*, assestandosi a quello che era nel 2013. Il che significa che il mio affitto nel frattempo è aumentato del 32%, mentre il valore dei miei soldi è diminuito del 38%. Non ci avete capito molto? Mettiamola così: l’ho presa nel didietro!

Link utili per cercare casa:


*La lenta discesa del cambio è dovuta a misure interne per contrastare il mercato parallelo della valuta. Lo stato ha offerto il dollar ahorro, un dollaro a un cambio speciale (maggiore dell’ufficiale) per chi intende convertire i propri risparmi in USD, incentivando il cambio legale.

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4 pensieri su “Voglia di casa

  1. In bocca al lupo allora! Ti auguro di trovare presto l’abitazione che più ti piace! Anche noi a gennaio abbiamo dovuto traslocare dopo un anno e mezzo e non ti dico che palle. Qui a Sofia se sei italiano ti considerano milionario e quindi tentano di fregare in tutti i modi! Per fortuna ci sono venuti incontro, dopo tante pedate sul sedere! 😁😁

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