Prezzi pazzi

E non in senso di offertone. 

Nonostante il cambio euro/pesos sia fermo da oltre un anno, i prezzi in pesos continuano a salire a causa dell’inflazione. Secondo i giornali locali, nel 2017 l’inflazione sarà del 23% ora di fine anno. A ottobre è stata dell’1,21%, cioè tre volte che in Italia in un anno!

È caro. Anche per noi freelancer che lavoriamo con l’estero e abbiamo sempre avuto il vantaggio di essere pagati in valuta straniera. Adesso già non importa più: soffriamo l’inflazione come tutti. Anche per i turisti, che ora trovano l’Argentina costosa e con una scarsa offerta e bassa qualità.

Uscire a mangiare è diventato un lusso. Nel 2014, era sufficiente non avere voglia di cucinare per andare in pizzeria. Adesso la pizza è diventata carissima. Ieri sera siamo andati in una pizzeria di quartiere, così infima che non è neanche segnata su Trip Advisor.

Abbiamo preso una pizza al provolone piccola. Prezzo 280 pesos, ossia circa €13. Due acque minerali (piccole) 40 pesos l’una (circa €2 l’una). Avrei voluto la birra ma la piccola (chopp) costava 50 pesos e la media (porrón) 80 pesos, cioè il doppio dell’acqua. Lasciamo perdere la bottiglia da un litro… 130 pesos (€6.30) e sa di acqua.

La coca (330 ml) costava come 500 ml d’acqua, 40 pesos. Per concludere, ho voluto provare un dolce che non avevo ancora mai provato, la tarantella (una sorta di budino cotto al forno). Il totale del conto è stato di 440 pesos. Più 40 pesos di mancia (10%). Per fortuna non c’era il coperto.

Per riassumere:

  • una pizza piccola
  • due acque naturali da mezzo litro
  • un dolce

TOTALE 480 pesos o 23 euro.

Tralasciamo che tempo di tornare a casa e sono stata male (come spesso mi capita qui)…

Solitamente non parlo di prezzi sul blog perché cambiano così in fretta che non voglio indurre in inganno i lettori sporadici. Magari vedono un post di due anni fa dove dico che uscire a cena in due costa 8 euro, arrivano nel 2018 e con 8 euro ci fanno a malapena colazione al bar.

Le verdure, se locali, costano ancora poco. Per esempio, le verdure qui sotto le ho pagate 120 pesos, ossia meno di €6. Facendo piatti con verdure, pasta, pane e riso, possiamo tranquillamente viverci in due per 3 giorni.

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I prodotti gourmet, anche se fabbricati in loco, costano invece cari. Questa è una panetteria argentina di ispirazione italo-francese che utilizza prodotti di prima qualità (semola Divella importata dall’Italia). Sono davvero molto buoni e simili ai sapori dell’Italia e della Francia. Una fetta di torta costa 84 pesos, ossia €4. Un croissant costa 25 pesos, €1.21. Per dire, una medialuna argentina costa 7 pesos altrove.

Una pagnotta piccola costa 25 pesos, €1.21. Una ciabatta costa €4.

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L’assicurazione sanitaria, che nel 2015 costava €80 euro in due, ora costa quasi €200 per una copertura di base. Al mese.

Una colazione al bar costa, come minimo, 35 pesos per un pocillo (tazzina piccola) e sui 45-50 pesos per una tazza di caffè o caffellatte. Per fortuna sono molto comuni di offerte per le colazioni e si può prendere un caffè un tazza grande con due facturas per circa 65 pesos (€3) a cui però bisogna poi aggiungere il 10% di mancia (propina).

Ieri avevo un appuntamento in uno Starbucks ed è ancora più caro: l’espresso 45 pesos (€2), un caffè grande dai 65 pesos in su (€3). E ovviamente non c’è il servizio al tavolo e te lo servono in un bicchiere di carta. Ma siete seri?!

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Due settimane fa sono andata dal parrucchiere a fare un trattamento lisciante.  Il trattamento costava 750 pesos, il taglio 150 pesos (mi ha giusto spuntato le punte, roba da 3′ eh!). Totale 900 pesos, ossia €43. L’ultima volta che ero stata dal parrucchiere in Argentina, ossia un anno fa, avevo pagato 550 pesos (era un altro parrucchiere perché vivevo in un altro quartiere, ma dello stesso genere).

Questo aumento spropositato dei prezzi ha portato a una contrazione dei consumi. Il paese è ancora più povero di quando c’erano Cristina e il dolar blue (il cambio parallelo). Non mi è chiaro se la strategia di Macri sia lasciare che il mercato si autoregoli (in pratica: dobbiamo autosoffocarci) o se questo è lo scotto da pagare per un mercato iperregolato come quello che c’è stato nei 12 anni di gestione kirchnerista.

Il recente annuncio di misure per limitare le importazioni di cellulari sembra suggerire che non sia cambiato molto.

22 pensieri su “Prezzi pazzi

      1. Io mi sono sottoposta due volte a un trattamento lisciante, un po’ più laborioso (poi non so se dal punto di vista chimico sia analogo): per 4 ore ho avuto attorno 3 persone che spalmavano, asciugavano, tiravano…
        Beh … 43€ sono pochi… costa abbastanza di più per questo volevo capire se sono paragonabili come procedure…

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      2. Nel mio caso mi hanno fatto lo shampoo, poi mi hanno applicato questa sostanza sui capelli umidi tamponati e ha tagliato le punte. Mi ha asciugato i capelli con il phon e poi con la piastra. Il giorno dopo sono passata per una seconda piastra di fissaggio. La sostanza mi fa lacrimare e mi brucia la gola, non mi piace fare questo trattamento ma è ben comodo! Penso che sia formol, in Europa è vietato.

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      3. Non conosco gli standard dei prezzi argentini ma per un simile trattamento in Italia non so se trovi qualcuno che te lo farebbe per quel prezzo, indipendentemente dalla sostanza che applicano…. 43€ sono pochi intendo…
        Io una volta ho fatto il colore in Egitto a metà di quello che mi costa in Italia… che esperienza terribile però… (ero lì in ferie, pensavo di ‘approfittarne’)

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      4. Infatti è difficile fare un confronto transoceanico: qui i prodotti a disposizione sono meno e probabilmente con sostanze che in Europa sono proibite. Per esempio, qui non ho mai visto quelle macchine a infrarossi per gli impacchi, che invece in Italia hanno persino i parrucchieri del mio paesello. Qualche mese fa, in occasione dell’ultimo viaggio in Italia, mia mamma mi ha obbligata ad andare dal parrucchiere e credo ci abbia lasciato giù 60 euro per taglio e impacco alla cheratina. Era una di quelle catene nei centri commerciali e nel giorno di sconto.

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  1. Confermo tutto, Buenos Aires (ci sono andato 3 volte in 12 mesi a trovare un “amica”), è carissima.

    Costa come vivere in Italia, certe cose addirittura più care.

    Fortunatamente non ho pagato il dormire, ma volo a parte, ho comunque speso 1000 € in 18/19 giorni.
    E senza strafare, spesso al ristorante si (pagando anche a lei), ma senza prendere chissà quali piatti o vini, mai antipasto/primo/secondo/dolce.

    Il bello è che laggiù molti non credevano che per me fosse quasi più cara Buenos Aires dell’ Italia.

    Aggiungo che la gente del luogo si lamenta moltissimo per gli aumenti, odiano Macri quelli con un po’ di sale in zucca.

    E se non ho capito male, si avviano ad aumentare il costo della benzina e delle sigarette (che attualmente costano meno dell’ Italia, la metà)

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    1. Lo Stato sta aumentando il costo di molti servizi che prima erano sovvenzionati, ma va detto che erano servizi con costi ridicoli e insostenibili. Anche io preferivo pagare 5 euro di bolletta della luce, ma era proporzionato o realistico? No. Adesso ne pago 20. Certo l’aumento percentuale è stato esorbitante. Ma ad applicare lo stesso aumento percentuale anche al settore privato (ristoranti, negozi) non è il governo, sono gli argentini. Va anche detto che un governo che calmierai prezzi è un chiaro segnale di un’economia malata e di un mercato che non si autoregola (lo faceva il governo anteriore). Comunque è appena salito il cambio, per cui abbiamo un attimo di respiro!

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      1. Io sono arrivato il 13 dicembre, quando me ne sono andato il 2 Gennaio il Peso era passato da 20 a 22, una svalutazione del 10% in pochi giorni

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      2. Hai ragione,

        ricordo benissimo il treno a 4 pesos, ridicolo.

        La mia amica ha un pet shop accanto alla stazione di Nunez, quindi ho fatto spesso dei viaggi per San Isidro, Tigre, San Vicente Lopez.

        Effettivamente 4 pesos, per viaggi di 30/50 minuti, mi parevano ridicoli comparati al prezzo delle altre cose.

        A parte treno e subte, non ho visto altre cose economiche sinceramente.

        Devo dire che ovviamente non ho mai visto bollette elettriche ecc, ma ho sentito il padre della mia amica e mi ha detto che paga un botto di energia elettrica.

        In famiglia hanno 4/5 negozi di pet shop, per cui hanno ben sott’ occhio costi di gestione ecc… e sono sempre a contatto con la gente, per cui hanno un idea del “polso” della gente,.

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      3. È vero, i commerci hanno subito forti ricarichi nella spesa elettrica ma va anche detto che i costi bassissimi degli anni passati hanno “diseducato” sull’economia dei servizi. Molta gente lascia acceso tutto anche quando è fuori casa. Noi adesso abbiamo messo tutto a LED, per dire!

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      1. A Palermo ho passato la mia prima vacanza, ero andato con amico, avevamo affitato un appartamento in quella zona.
        Poi negli altri due viaggi son venuto da solo a casa di lei.
        Quanto amo plaza Serrano ❤

        Ti capita mai di andare nella zona della stazione di Nunez? sarebbe fantastico e divertente se portassi i miei saluti a Jesica 🙂

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      2. Ho abitato per tre anni a San Isidro e conosco bene la zona nord. Adesso però è lontano e non ci vado più, anche se sono zone (quelle che menzioni) tra le più belle di Buenos Aires.

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  2. Sul serio? A San Isidro ricordo bellissime case

    Che fai per vivere laggiù? il lavoro sarebbe un grosso ostacolo per me…non sono laureato..

    Ho un buon lavoro qui, ma laggiù mica potrei andare a fare il “barbone”

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    1. Lavoro da remoto e fornisco servizi di localizzazione a clienti stranieri che vogliono entrare nel mercato italiano. Lavorare localmente è possibile e non credo che il non avere la laurea sia un problema, ma ti serve essere in regola. Potresti lavorare in famiglia! Qui è possibile sponsorizzare un partner (per il visto di residente e quindi lavorare) anche senza essere sposati.

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